"I nostri romanzi sono una lettura eletta ed altamente appassionante, essi sono opera del grande WILLIAM GALT"
giovedì 21 dicembre 2023
Luigi Natoli: Natale. Tratto da: Almanacco del fanciullo siciliano. Libro sussidiario di cultura regionale e nozioni varie.
mercoledì 20 dicembre 2023
Al momento resta solo un’idea quella di traslare anche i resti di Luigi Natoli, seppellito nel cimitero di Sant’Orsola a Palermo (dall'articolo di Giusi Parisi)
giovedì 14 dicembre 2023
Luigi Natoli: Prosa e prosatori siciliani nel secolo XVI. Avvertimento. Fa parte di: La civiltà e la cultura siciliana nel secolo XVI
La civiltà siciliana nel secolo XVI (Palermo, Remo Sandron editore - 1895)
Prosa e prosatori siciliani del secolo XVI (Palermo, Remo Sandron editore - 1904)
La poesia siciliana del secolo XVI (Estratto da Musa Siciliana, Milano, Casa editrice Caddeo - 1922)
Un poemetto siciliano del secolo XVI (Estratto dagli Atti della Reale Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Palermo serie III Vol. IX - Palermo 1910)
Hortensio Scammacca e le sue tragedie - Studio (Tip. editr. Giannone e La Mantia, 1885 - Palermo)
Pagine 420 - Prezzo di copertina € 24,00
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia - sconto 15%)
Disponibile su tutti gli store online e in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro) La Nuova Bancarella (Via Cavour) Libreria Macaione (Via m.se Villabianca 102), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15)
Luigi Natoli: La civiltà siciliana nel secolo XVI. Avvertenza e dedica. Fa parte di: La civiltà e la letteratura siciliana nel secolo XVI
La civiltà siciliana nel secolo XVI (Palermo, Remo Sandron editore - 1895)
Prosa e prosatori siciliani del secolo XVI (Palermo, Remo Sandron editore - 1904)
La poesia siciliana del secolo XVI (Estratto da Musa Siciliana, Milano, Casa editrice Caddeo - 1922)
Un poemetto siciliano del secolo XVI (Estratto dagli Atti della Reale Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Palermo serie III Vol. IX - Palermo 1910)
Hortensio Scammacca e le sue tragedie - Studio (Tip. editr. Giannone e La Mantia, 1885 - Palermo)
Pagine 420 - Prezzo di copertina € 24,00
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna a mezzo corriere in tutta Italia - sconto 15%)
Disponibile su tutti gli store online e in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro) La Nuova Bancarella (Via Cavour) Libreria Macaione (Via m.se Villabianca 102), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15)
Luigi Natoli: Il carretto siciliano. Tratto da: Almanacco del fanciullo siciliano.
martedì 5 dicembre 2023
Luigi Natoli: La civiltà e la letteratura siciliana nel secolo XVI. Tutti gli scritti dell'autore sulla letteratura, storia e civiltà del secolo XVI
Novità Collana dedicata alle opere di Luigi Natoli edita I Buoni Cugini editori: La civiltà e la letteratura siciliana del secolo XVI
Natoli ebbe un grande interesse per tutto quanto riguarda il XVI secolo in Sicilia, che studiò con straordinaria attenzione; senza di questo, romanzi come Squarcialupo, Il capitan Terrore, La dama tragica o leggende come La Baronessa di Carini o I Santapau non avrebbero mai avuto quel grande successo che solo la potente ambientazione storica, frutto delle ricerche dello scrittore, ha resi immortali.
In questo volume riportiamo alla luce tutti gli introvabili scritti di Luigi Natoli sulla letteratura, la storia e la civiltà del secolo XVI, a testimonianza della validità, non ancora superata, della sua ricerca a più di cent'anni dalle loro pubblicazioni.
Il volume comprende:
La civiltà siciliana nel secolo XVI (Palermo, Remo Sandron editore - 1895)
Prosa e prosatori siciliani del secolo XVI (Palermo, Remo Sandron editore - 1904)
La poesia siciliana del secolo XVI (Estratto da Musa Siciliana, Milano, Casa editrice Caddeo - 1922)
Un poemetto siciliano del secolo XVI (Estratto dagli Atti della Reale Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Palermo serie III Vol. IX - Palermo 1910)
Hortensio Scammacca e le sue tragedie - Studio (Tip. editr. Giannone e La Mantia, 1885 - Palermo)
martedì 28 novembre 2023
Luigi Natoli: L'attentato a Giovan Luca Squarcialupo nella chiesa dell'Annunziata. Tratto da: Squarcialupo. Romanzo storico siciliano.
Luigi Natoli: La chiesa dell'Annunziata e la congiura dei baroni - Tratto da: Squarcialupo. Romanzo storico siciliano
Verso nona cominciarono ad arrivare signori e mercanti; e a prender posto nella chiesa nuova, occupando la navata destra: il padre Iacopo Crivello, del vicino convento di Santa Cita, aspettava in sacrestia il momento per vestirsi coi paramenti per celebrare la messa di pacificazione: e intanto mormorava orazioni: ma Giovan Luca ancora non veniva.
Giovan Luca aspettava i suoi compagni per andare insieme in chiesa, quando Dorotea gli si presentò pallida e agitata:
- Non andare, Giovan Luca; – gli mormorò all’orecchio con voce supplichevole; – non andare! Ho fatto un brutto sogno; t’ho visto grondante di sangue in un cataletto. Vergine santa, che spavento!... Non andare, te ne scongiuro!...
Giovan Luca sorrise...
Egli si era avvicinato all’altare maggiore, dove erano i nobili invitati al convegno. Vi era Guglielmo Ventimiglia, Pompilio Imperatore, Francesco e Cola Bologna, Alfonso Saladino, Pietro d’Afflitto, Giovanni Antonio Postella, Girolamo Imbonetta e altri signori, che egli ravvisò a uno a uno. Rivoltosi a Guglielmo Ventimiglia:
- Magnifici signori, il luogotenente generale questa notte è fuggito; e questa fuga non si spiega, quando egli avrebbe dovuto ratificare i nostri accordi. Se io non avessi a cuore la pace della città mi asterrei da ogni trattativa; ma noi dobbiamo con o senza l’approvazione di lui, fondare la pace degli animi sul buon governo e sulla libertà.
- Ascoltiamo la santa messa – disse Guglielmo Ventimiglia – il Signore Iddio e la Santa Vergine ci ispireranno. Prendiamo posto.
Uscì la messa.
Guglielmo si messe in prima fila, e accanto a lui volle Squarcialupo: di qua e di là Cristoforo Di Benedetto e Alfonso La Rosa. Dietro a loro si posero i nobili: Pompilio Imperatore era dietro a Squarcialupo; Nicola Bologna dietro a Cristofaro Di Benedetto, Pietro d’Afflitto dietro ad Alfonso La Rosa; gli altri fiancheggiavano e seguivano. Tutti stavano in ginocchio divotamente. Cominciò la messa: nel gran silenzio diffuso per la chiesa s’udiva il biascicare del celebrante, ora più alto, ora più basso e le risposte del sagrestano, più argentine e chiare.
Ma quel silenzio avea qualche cosa di cupo, di misterioso: c’era nell’aria il senso di una aspettazione pavida e irrequieta; in quei volti che pregavano qualche cosa di duro, che contrastava con la luce mistica di un raggio di sole che penetrando da una finestra illuminava il Cristo sull’altare....
Luigi Natoli: Palermo era difesa da un esercito di santi... - Tratto da: Palermo al tempo degli Spagnoli 1500-1700
Luigi Natoli: Miracoli, superstizioni, pregiudizi. Tratto da: Palermo al tempo degli Spagnoli 1500-1700.
giovedì 23 novembre 2023
Luigi Natoli: Pesce Cola. Tratto da: Almanacco del fanciullo siciliano.
venerdì 17 novembre 2023
Sconto del 15% su tutti i volumi della Collana dedicata alle opere di Luigi Natoli edita I Buoni Cugini
da oggi su tutti i volumi della Collana dedicata alle opere di Luigi Natoli acquistati dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it è applicato lo sconto del 15% sul prezzo di copertina.
Spedizione a mezzo corriere in tutta Italia al costo di € 4,00 a ordine.
Per ogni informazione potete contattarci alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697 o 3894697296, al whatsapp 3894697296.
I Buoni Cugini editori
https://www.ibuonicuginieditori.it/luigi-natoli-i-romanzi
https://www.ibuonicuginieditori.it/luigi-natoli-scritti-storici
mercoledì 8 novembre 2023
Luigi Natoli: Rosa Donato. Tratto da: Almanacco del fanciullo siciliano
Luigi Natoli: Le cose a cui non devi credere. Tratto da: Almanacco del fanciullo siciliano. Libro sussidiario di cultura regionale e nozioni varie
non credere che il sale rovesciato sulla tavola e l’olio versato per terra portino sventura;
non credere che di venerdì non bisogna cominciare alcun lavoro, nè partire, perché giorno di malo augurio;
non credere che quando si è in tredici a tavola, il più giovane debba morire;
non credere che rifare il letto in tre porti sventura al più giovane;
non credere al lupo mannaro: il lupo mannaro è un povero ammalato di epilessia, che negli accessi del male, invece di cadere in convulsioni, va per le vie urlando, e talvolta cammina carponi;
non credere che l’apparizione di una cometa annunzii guerre, terremoti, pestilenze e simili disastri;
non credere alle streghe, alle fattucchiere, agli incantesimi, al malocchio, alla jettatura e ad altre sciocchezze simili;
non credere ai sogni, nè agli indovini che pretendono di rivelare il futuro;
non credere agli spiriti, o alle anime condannate che stanno nelle case o nei pozzi, e che appariscono nelle forme più strane: sono allucinazioni;
non credere alle “trovature” e a tutte le storielle di coloro, che hanno cercato di vincere l’incantesimo che difende i tesori nascosti nelle viscere della terra.
Sono tutte superstizioni che qualche volta possono produrre grandi mali; che sempre rendono ridicolo chi ci crede, che offendono il buon senso e la religione.
martedì 7 novembre 2023
Dal Giornale di Sicilia del 05 novembre 2023: Luigi Natoli, scrittore che merita il pantheon. Articolo di Giusi Parisi
giovedì 2 novembre 2023
Luigi Natoli: I cosi d'i morti. Tratto da: Almanacco del fanciullo siciliano.
È quello che si fa altrove per la Befana o per la “strina”. Quando e come sia nata quest’usanza non si sa; ma dura da secoli. I fanciulli si mandano presto a letto, perché altrimenti i “morti” verrebbero a grattar loro i piedi; e si addormentano nella speranza di trovare la mattina tante belle cose. Essi sanno che i morti entrano di sotto le fessure delle porte, dicendo: Omu sugnu e furmicola diventu; ma non si domandano come mai potrebbero far passare, di sotto le fessure, giocattoli grandi e grossi.
All’alba si svegliano e cominciano la ricerca. Ma i morti qualche volta son burloni; e invece di far trovare carrettini, altarini, sciabole, bambole e che so io, nascondono sotto un letto o dentro un armadio un vassoio pieno di pezzi di carbone, bucce di castagne, stracci. Ah! La delusione e le lagrime!.. Ma poi i doni si ritrovano in un altro sito. Per le bimbe ci son bambole, vestitini, mobilucci per la casa della bambola, cofanetti con l’occorrente pei lavori d’ago; pei maschietti, altarini, schioppetti, sciabole, cavallucci, carrettini; per tutti, poi, dolciumi. E che festa allora! e che benedizioni ai morti! Che domandarsi a vicenda:
- Che t’han portato i morti? -
E in ogni casa, per povera che sia, i cosi d’i morti non mancano; perché i morti son buoni e pensano sempre ai figli e ai nipotini vivi, e vogliono essere ricordati.
Luigi Natoli: I morti. Tratto da: Almanacco del fanciullo siciliano.
Quanti dolori sopiti non si ridestano? Quali rimpianti non ci amareggiano? Quanti affetti non si rinnovano? Beato chi morendo lascia di sé buona memoria! Beati i giusti, perché anche dopo morti saranno benedetti!
Ma non tutte le tombe hanno questo tributo di affetto: molte sono abbandonate; e quelle dei poveri sono senza fiori. E lassù, dove si è combattuta la grande guerra, migliaia e migliaia di sepolture sparse per le Alpi non hanno le lagrime dei parenti.
Volgiamo un pensiero a loro, che la vita offersero per riscattare le terre oppresse dallo straniero e onoriamone la memoria, consacrando le opere nostre alla grandezza della Patria. E diamo i fiori alle povere sepolture abbandonate. Chi sa che le anime di quelli che vi giacciono, non provino gioia di questo pietoso ricordo?
Alla tristezza del giorno corrisponde la tristezza della natura. Forse il cielo sarà annuvolato e piovoso; forse invece è terso, e vi risplende il sole ma gli alberi qui sono ingialliti, lì son nudi, e mostrano i rami scheletriti: la terra, rotta dell’aratro, ha un color bruno; e non ci son più fiori nei campi, né profumi nell’aria.
Che malinconia!























