Ora sapevano con chi avevano da fare; si sapevano le imprese compiute dal barone di Rocca Busambra, che era un mezzo bandito per le prepotenze che commetteva, delle quali usciva sempre con un arresto di un giorno, non permettendo le sue relazioni e il suo casato che si perseguisse un giudizio contro di lui. Si narravano scalate di notte a un monastero di Corleone e il ratto di una monaca; l’assalto di un giudice della corte civile, mentre viaggiava per andare nelle sue terre, perché questi aveva dato una sentenza sfavorevole a lui; e non si dice delle ragazze e delle mogli rubate per non andare per le lunghe. Perciò il povero Ferrazzano stava, dal momento che ne seppe il nome, in gran pensiero; non si sapeva mai con quei precedenti cosa potesse passare per la mente di lui innanzi a quelle donne, fra le quali tre erano veramente belle.
Ma il barone di Rocca Busambra passava in rassegna le donne, delle quali Stefania Corona aveva fatto scivolare sul collo il cappuccio, mostrando la bella testa. E il barone l’aveva veduta e guardata.
- Dunque andate a Termini? Brutta stagione questa! Voi andate in quaresima, e avrete poco pubblico.
- Oh, per questo noi daremo tragedie d’argomento sacro, – disse il Minniti. – C’è il “Giuseppe venduto”, il “Giuseppe riconosciuto”, la “Giuditta”, il “Riscatto d’Adamo”… Avesse voglia di spettacoli, che lo subisseremmo!
E di nuovo si fece silenzio. Tutti erano saliti nei carri, e i cavalli andavano col passo lento e affaticato. Il barone guardava di quando in quando Stefania, che avendo visto di sottecchi di essere ammirata, fingendo di essersi accorta allora di avere il capo nudo, si tirò il cappuccio. Dopo un po’ di tempo il barone le domandò:
- E voi come vi chiamate?
La Stefania disse con voce dolce:
- Voscenza parla con me?
- Con voi, sì.
- Io mi chiamo Stefania Corona.
- Ecco un nome che vi sta a meraviglia.
Ella sorrise. Accanto a lei Floristella restringeva di più il cappuccio intorno al viso, in modo da non lasciare scoperti che gli occhi; e li teneva bassi, ma con la coda guardava il barone, aspettandosi con una certa paura di essere interrogata. Pensava a Mino, al povero Mino, in quel momento; e le pareva di mancare verso di lui a trattenersi con quello sconosciuto. Ma a farlo apposta, eccolo a domandare alla Corona:
- E come si chiamano le vostre compagne? quella per esempio, che vi siede a fianco?
In foto Stefania Corona, interpretata da Floriana Sabato nello spettacolo teatrale del 13 settembre alle ore 21:00 di Ferrazzano, con la compagnia Araldo del Vespro presso il Teatro don Bosco - Via Libertà 199 - Palermo.
Testo e regia di Giuseppe Bongiorno.
Per info e acquisto biglietti: araldodelvespro@gmail.com - cell. 3892996221
Luigi Natoli: Ferrazzano. Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo del '700. L'opera è la fedele trascrizione del romanzo originale pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal 30 ottobre 1932.
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Prezzo di copertina € 19,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it, su tutti gli store online (Amazon Prime, Feltrinelli, Ibs) e in libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102)

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