La contessa diede un pugno di monete alla cameriera; ma dopo alquanto quella venne di nuovo: l’uomo aveva rifiutato il denaro; aveva bisogno di parlare con la signora, e avrebbe aspettato, finchè lo avesse potuto.
- Si vede che è un gran seccatore! Andiamo! T’ha detto il nome?
- Voscenza no, ha detto che il nome non importava.
- Fallo passare.
Era Antonio Zardo. Donna Grazia lo squadrò con una occhiata: Antonio era vestito dei migliori abiti che possedeva per uscire; i poveri comici, che avevano vestiti per la scena passabili, quando erano per le strade, pareva si fornissero dai “robivecchiai”. Il vestito di Zardo era il più bello, perché non era logoro né rammendato.
- Non so come vi chiamate, e non avete detto il vostro nome; lo sapete che io non ricevo persone che non conosco? Animo! dite quello che vi occorre.
Lo Zardo era pallido, e i tratti del suo viso avevano stiramenti nervosi, come durasse gran fatica a dare quel passo: s’inchinò, e disse:
- So che ho commesso una malcreanza, e ne domando perdono a vostra eccellenza; ma il mio nome nulla dice, e la cosa di cui desidero invocare l’aiuto di vostra eccellenza è tale, che non ammette indugio. Io mi chiamo Zardo, Antonio Zardo, sono attore comico…
- Ah! ho capito; non c’era bisogno tanto mistero: vorreste che io proteggessi la vostra compagnia?
- No, eccellenza...
- Dunque avete bisogno di danaro? Io ve l’ho fatto offrire.
- Non è per questo, eccellenza; io la ringrazio di cuore della sua generosità, ma…
- Ma allora io non so che cosa potrei fare per voi.
- Ecco, eccellenza. Io le ho detto, son comico, faccio le parti di tiranno e di padre nobile, ed anche le altre dove occorre portare la parrucca incipriata, ma che siano serie. Questo per dire a vostra eccellenza che ho le prime parti nella compagnia. Ed ho moglie, una donna che a me par bellissima, e che per questo disgraziatamente è il richiamo del pubblico e anche dei signori. Essa recita, e per questo è fatta segno ad applausi… Ma i più caldi le vengono da un palco, ed è quello dove siede il signor conte…
- Oh!
- Stupisce anche a vostra eccellenza, ma v’ha di più. Il signor conte fa dei segni, ed io l’ho visto perfino inviare dei baci, che mi esponevano al ridicolo di tutti.
- Ma è un orrore!
- Vostra eccellenza lo vede!
- Una comica!
- Io ho fatto il dover mio; ho afferrato pei capelli mia moglie; le ho detto con dei buoni pugni il fatto suo; la povera donna mi giurò che lei non c’entrava. Ma come si fa? Vostra eccellenza capisce che un tradimento di quella specie non posso sopportarlo, e per questo ricorro a lei; mia moglie è la sola cosa che posseggo, me la lasci stare; il mondo è largo; ci son tante donne per cavarsi il capriccio; me la lasci stare: è questa la preghiera, l’umile preghiera, che le rivolgo!
- Una comica! Possibile che mio figlio sia disceso a tanto?
Zardo aggrottò le sopracciglia: che intendeva dire la contessa? Reputava Giuliana inferiore alle altre donne? Una comica! ma valeva meno di qualunque altra donna? non era essa bella più d’una regina? Rispose amaramente:
- Se è disceso fino a tanto, nulla è più facile per farlo rinsavire.
- Bene bene; ora potete andare; ma vi consiglio per la vostra pace di mutar sede; un’altra città vi converrebbe meglio e stareste più tranquillo.
- Questo non è possibile – rispose con voce più cupa Zardo, – venendo da voscienza ho creduto di fare il mio dovere; vostra eccellenza, a quanto sembra, mi apre le mani; e sia; penserà Iddio a quello che può accadere.
- Ma credete che son cose che mi riguardano?
- No?
- Se fosse una “virtuosa” forse avrei da fare qualche cosa, ma una comica, oh Dio! Fate come vi ho detto; se vi accora, se non potete fare quello che fanno tanti altri, di chiudere un occhio e fingere di non accorgersi di nulla, e allora partite.
Suonò il campanello, e fece un gesto per indicare a Zardo, che poteva andar via; e alla cameriera sopravvenuta disse:
- Accompagnate questo brav’uomo.
Allora Zardo si fece di porpora; gli occhi gli fiammeggiarono; strinse i pugni, ed esclamò:
- Per la Santa Croce! giuro che chi mi toglie la pace la pagherà!
In foto Antonio Zardo, interpretato da Ethan Messina nello spettacolo teatrale del 13 settembre alle ore 21:00 di Ferrazzano, con la compagnia Araldo del Vespro presso il Teatro don Bosco - Via Libertà 199 - Palermo.
Testo e regia di Giuseppe Bongiorno.
Per info e acquisto biglietti: araldodelvespro@gmail.com - cell. 3892996221
Luigi Natoli: Ferrazzano. Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo del '700. L'opera è la fedele trascrizione del romanzo originale pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal 30 ottobre 1932.
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Prezzo di copertina € 19,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it, su tutti gli store online (Amazon Prime, Feltrinelli, Ibs) e in libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102)

