Luigi Natoli edito da I Buoni Cugini Editori
"I nostri romanzi sono una lettura eletta ed altamente appassionante, essi sono opera del grande WILLIAM GALT"
sabato 12 settembre 2026
Luigi Natoli: Non c'era che un attore in città che sapeva divertire il pubblico: Ferrazzano. Tratto dall'omonimo romanzo, per la prima volta in teatro domani 13 settembre con la compagnia Araldo del Vespro
Luigi Natoli: La comica si chiamava Floristella e nelle parti che sosteneva era l'ingenua... Tratto da: Ferrazzano. Per la prima volta in teatro domani 13 settembre
Luigi Natoli: In quel tempo vi agiva una compagnia condotta da un siciliano; si chiamava Domenico Minniti... Tratto da: Ferrazzano. Per la prima volta in teatro domani 13 settembre
mercoledì 9 settembre 2026
«Giustizia è fatta, l'ora è scoccata». Dal famoso romanzo di Luigi Natoli, l'action figure del Beato Paolo con il teschio tra le mani
Materiale: resina
Dipinto a mano
lunedì 7 settembre 2026
Dal cuore della notte di Palermo, la leggenda prende forma. Nasce la prima Action Figure dei Beati Paoli
Altezza: cm. 14
Materiale: resina
Dal cuore della notte di Palermo, la leggenda prende forma.
Se hai vibrato leggendo le gesta di Blasco di Castiglione, se hai respirato il mistero tra i cunicoli del Capo e hai atteso nel buio il verdetto della setta più enigmatica di Sicilia, oggi quel mito può entrare a far parte della tua collezione.
Nasce la prima Action Figure dei Beati Paoli, un’opera d’arte interamente realizzata in resina e dipinta a mano. Ogni dettaglio è stato studiato per dare un volto definitivo ai protagonisti nati dalla penna di Luigi Natoli. Non un semplice gadget, ma un pezzo di storia e di artigianato siciliano da custodire gelosamente.
Ogni elemento è stato scolpito per catturare l'essenza stessa del mistero settecentesco:
- L'abito e il cappuccio nero, dipinti con profondi giochi di luci e ombre per restituire l'effetto del tessuto che si fonde con la notte
- La candela accesa nella mano, il dettaglio cardine che illumina il volto nascosto e simboleggia la verità che la setta porta nel buio
- L'atmosfera carica di suspense, che trasforma questa figure in un vero e proprio pezzo di storia e folklore siciliano da esposizione
Non un semplice oggetto da collezione, ma un'opera d'arte artigianale che racchiude il fascino intramontabile della Palermo sotterranea nata dal genio di Natoli.
«Giustizia è fatta, l'ora è scoccata.» Non lasciare che la notte si porti via questa occasione.
Luigi Natoli: IL CAPITAN TERRORE - Geronimo Colloca, il Re della Bocceria di Palermo
Quanto a Miguela poteva nascondere una diecina di anni, perché, nonostante i suoi cinquanta suonati, era ben conservata. Aveva i capelli rossi e gli occhi azzurri, la pelle fina, e il corpo ben portante. Non era né bella né brutta, un viso che non diceva nulla; ma era molto scaltra e prudente. Ella aveva un’amicizia con un certo Geronimo Colloca, che si faceva chiamare il Re della “Bocceria”, ossia del macello (da boucherie) ed era amico, nientemeno, del vicerè duca di Medinaceli; la qualcosa lo rendeva assai temuto.
Andandosene a casa nella strada dei Maccheronai, Geronimo pensava in che modo indurre il giovane signore ad andare da Mariquita. Attraversava la piazza san Domenico, quando gli parve di vedere un’ombra venire dalla via del palazzo di Terranova (la via Monteleone). Era un uomo che camminava radendo i muri, avvolto nel mantello, dal quale, per un lembo rialzato, appariva la punta di una spada. Dal lato opposto sboccando dalla via Bandiera ecco intanto venire la “sciurta” di notte che tutelava la quiete della città.
“Sciurta”, era chiamata la guardia cui era commessa la polizia urbana. Allora, e così durò per lungo tempo, oltrepassata una certa ora della notte era proibito andare per le vie ed armati; la “sciurta” perciò non trovò di meglio che fermare l’ombra, ed alzata la lanterna portata dal gavarretta, il capo disse:
- Vossignoria perdoni, ma è in pena.
Al lume della lanterna, Geronimo riconobbe nell’ombra per l’appunto don Galvano.
- Nemmeno a farlo apposta! – disse fra sé.
Intanto uno della sciurta sussurrava al capo:
- Questo è il Re della Bocceria, Geronimo Colloca.
Ma il capo non se ne diede per inteso; gli sembrò un menomare la propria dignità cedendo, egli, rappresentante della città, a un cittadino qualsiasi, e rispose:
- Fosse anche l’imperatore del mondo, non ha che farci con le mie attribuzioni.
Disse queste parole gonfiando le gote, con un’aria di meneinfischio, e abbastanza forte per essere udito da Geronimo. Ma allora questi, strappata di mano a uno della sciurta la picca, e voltatale dall’asta, la diede sulla faccia al capo, con una tale velocità che a raccontarlo impiegherebbe maggior tempo.
- Ah per Satanasso! – gridò il capo, trattenendosi la testa, grondante di sangue.
Allora gli altri quattro birri incrociarono le picche, e si gittarono contro Geronimo; don Galvano si trovò nella condizione di non poter rimanere indifferente, e fu costretto a intervenire con la spada, sviando le picche e dando piattonate quando gliene veniva il destro; e la furia dei due contro quattro fu tale, che questi cominciarono a indietreggiare, e finirono con volgere il fuga. Ma fischiarono per chiamare soccorso…
Disponibile su tutti gli store online (Amazon Prime,
Feltrinelli, Ibs) e in libreria a Palermo presso: La Feltrinelli libri
e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca
d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria
Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via
M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La
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M.se di Villabianca 102).
Luigi Natoli: Palermo al tempo degli Spagnoli 1500-1700. Sventure e contrabbando
Argomenti trattati:
La città – Il governo – L’amministrazione – Il popolo – Il Sant’Offizio –
Il clero e le confraternite – La giurisdizione e l’arbitrio – Le maestranze –
Le rivolte – Le armi e gli armati – Le scuole e i maestri – La stampa – Gli usi
e costumi delle famiglie – La vita fastosa – La pietà cittadina – Teatri e
feste – I divertimenti cavallereschi e le giostre spettacolose – Banditi,
stradari e duelli.
Copertina di Niccolò Pizzorno - Pagine 283 - Prezzo di copertina € 20,00
E prima di tutto ci si presenta la rovina della casa di Giorgio Bracco il 30 di maggio del 1527. Si ballava nel salone allegramente per le nozze di Giovanni Ventimiglia marchese di Geraci, con Elisabetta Moncada nipote del Bracco, e vi era il Vicerè Ettore Pignatelli. A un tratto si levò un urlo e tra la polvere e il fracasso scomparvero gl’invitati.
Il pavimento, cadendo al peso enorme, s’era sfondato e aveva sepolto gli invitati e schiacciati quelli che stavano nel pavimento di sotto. Rimase una piccola parte di esso, dove stavano il Vicerè e gli sposi. I morti furono duecento; le feste delle auspicate nozze si mutarono in lutto.
Il 27 di settembre del 1557 una nuova disgrazia piombò sulla città. Nelle mura occidentali, in prossimità della chiesa dell’Itria, sorgente nel luogo stesso dell’attuale chiesa della Pinta, v’erano aperte delle buche per dove entrava l’acqua del fiumicello Cannizzaro, che percorreva quella via chiamata poi di Porta di Castro. Da quelle buche i contrabbandieri si servivano per passare a tempo di vendemmia, l’uva...
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Luigi Natoli: Calvello il bastardo e la festa di santa Rosalia
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giovedì 3 settembre 2026
Luigi Natoli: Lo Zardo era pallido e i tratti del suo viso avevano stiramenti nervosi... Tratto da: Ferrazzano. Romanzo storico per la prima volta in teatro con la compagnia Araldo del Vespro
Luigi Natoli: Stefania Corona aveva fatto scivolare sul collo il cappuccio, mostrando la bella testa... Tratto da: Ferrazzano. Romanzo storico per la prima volta in teatro con la compagnia Araldo del Vespro
lunedì 31 agosto 2026
Luigi Natoli: La povera signora Concetta partecipava al pregiudizio comune della gente sui comici... Tratto da Ferrazzano. Romanzo storico per la prima volta in teatro con la compagnia Araldo del Vespro
Luigi Natoli: Parlando con la Grassa aveva riferito malignamente il caso... Tratto da: Ferrazzano. Romanzo storico per la prima volta in teatro con la Compagnia Araldo Del Vespro
Luigi Natoli: Si rappresentava il Don Chisciotte e Giuliana Buzelle era Rosaura... Tratto da: Ferrazzano. Romanzo storico per la prima volta in teatro con la Compagnia Araldo del Vespro
In quel tempo vi agiva una compagnia condotta da un siciliano, che godeva grande opinione di buon attore, e recitava nelle parti di padre nobile: si chiamava Domenico Minniti, era nato per così dire in teatro, perché era figlio di comici. I suoi attori erano siciliani, ma il “Tiranno” e la moglie erano napoletani, Antonio Zardo e Giuliana Buzelle, che in arte recitava da Beatrice. Era quasi tutta una famiglia, chè fra loro erano imparentati: padri, madri e figli recitavano o prendevano parte della compagnia come attrezzisti o trovarobe.












