sabato 22 agosto 2026

LUIGI NATOLI: I morti tornano... - Il più bel noir del secolo scorso (ambientato a Palermo in preda al colera).

 

In silenzio accanto a Giovanni, Andrea non sapeva che dire, perché dinanzi a quella morte così rapida assaporava la gioia di vivere e di sentirsi bene. Attraversarono la città. Andrea aveva bisogno di andare a casa sua a prendere qualche cosa, che Carlotta aveva dimenticato; e aveva indotto Giovanni ad accompagnarlo: tanto dovevano insieme risalire a Mezzomonreale col carretto del “curatolo” che li aspettava a Porta Nuova.

E via via che andavano per le antiche strade strette, opache, luride, si rivelava sempre più terribile la furia del mostro. Da un giorno all’altro l’orrore si centuplicava. I morti dopo dieci giorni dai primi due casi, toccavano il centinaio; ma gli attaccati erano quattro volte di più. E chi non era attaccato fuggiva, abbandonando anche i parenti negli spasimi di un’agonia spaventevole.

Essi vedevano qualche volta, attraverso la porta spalancata di un pian terreno, un disgraziato, solo, senza un cane, dibattersi per terra fra le sue reiezioni, rattrappito dai crampi, chiedere soccorso. Giovanni si sentiva stringere il cuore di pietà, e pensava a padre don Ciccio; ma Andrea lo trascinava pel braccio.

- Andiamo! andiamo! – diceva con voce soffocata dal ribrezzo e dalla paura.

Sbucando in una piazzetta udirono un clamore di voci che andava crescendo come lo scroscio dei marosi che si incalzano. Un rullìo di tamburi. E subito un fuggir di gente, un serrar frettoloso di porte e di botteghe. Poi, ecco una folla enorme di popolo. Scalza, cenciosa, arruffata: uomini, donne, ragazzi. Innanzi a tutti un omaccione, che agitava un cencio legato a una canna, come una bandiera; e accanto a lui un altro batteva un grosso tamburo. Oltre le teste, si agitavano convulsamente braccia armate di bastoni, di coltellacci, di sassi. Ora le voci si facevano più distinte: l’omaccione gridava:

- Viva Santa Rosalia! – E tutti ripetevano il grido con impeto d’ira e di vittoria insieme. Dai volti, dagli occhi, lampeggiava una gioia feroce e cupida di stragi.

Giovanni e Andrea si addossarono a una porta per lasciare passare quella fiumana procellosa; e quando quel torbido alfiere passò dinanzi a loro, una donna scarmigliata, sozza, stralunata, gridò:

- Ne abbiamo preso uno!... Li prenderemo tutti!.. Viva Santa Rosalia!

Seppero da uno della folla che avevano sorpreso un fontaniere arrampicato sul castelletto di distribuzione delle acque. Certo le avvelenava. E lo avevano ucciso a sassate. Gli avevano rotto la tempia. Giustizia, signori miei! Giustizia! non si avvelena la povera gente. Giovanni n’ebbe orrore, Andrea divenne livido.

Quando ripresero il cammino, rabbrividendo ancora, Andrea disse:

- Oh senti: questo è l’ultimo giorno che io vengo in città. Non voglio angustiarmi l’anima con questi orrori...

Ma Giovanni non l’udì. Camminava con un’aria dissennata, come uno, mal desto, ancora in preda a un sogno spaventevole. Quella furia di popolo, quelle grida forsennate che minacciavano altri scempi, altre scelleratezze, orrori sopra orrori, gli avevano sconvolto l’animo e sbalestrate idee e sentimenti; come un colpo di vento, che, entrato improvvisamente in uno studio, butta all’aria e disperde i foglietti, sui quali i pensieri erano stati esposti in ordine logico. L’immagine di padre don Ciccio, quelle dei suoi vecchietti nella vasta casa piena d’ombra, il dolor suo e quello dei suoi, sparivano sotto a quel colpo di vento, che disordinava violentemente il suo spirito. Che cos’era la vita di un uomo? che cosa il dolore di una famiglia? V’era qualche cosa più terrificante della morte; e v’era nel mondo un dolore più vasto, più profondo, più orrendo di quello di chi piange un caro estinto. E si sarebbe egli chiuso nella cerchia egoistica dei sentimenti famigliari?

Vide in quel momento, un ometto vestito di nero, entrare in un miserabile pianterreno senza esitare. Spinto da una curiosità inquieta, Giovanni si fermò davanti alla porta; e nell’ombra grave e putrida di quella squallida stamberga, potè scorgere quell’ometto inginocchiato dinanzi a un mucchio di paglia. Egli sorreggeva un coleroso in preda agli spasimi, e gli dava coraggio;  e in piedi una donna, lacera, sudicia, sbalordita dal dolore, muta e sgomenta. Poi l’ometto scrisse una ricetta e la diede alla donna, che mormorò con angoscia:

- Che ne faccio? con che pagherò la medicina?

E allora quell’ometto si tolse l’orologio e la catena d’oro, li diede a quella donna, e se ne uscì di fretta, senza dir parola. Giovanni si sentì meschino o vile dinanzi a quel gesto di carità grande e semplice, strinse il braccio di Andrea, e gli disse:

- Hai visto? Sai chi è quel medico? è il dottor Tranchina.

Ma Andrea si strinse nelle spalle:

- Certi eroismi, – disse, – sono pazzie. Il sacrificio del suo orologio non sottrarrà certo quell’uomo alla morte. E anche lo salvi, quell’uomo è uno, i colerosi centinaia. E il dottore non ha centinaia di orologi d’oro… E allora non ti sembra quel sacrificio sia inutile?

- Inutile? O dunque il non poter aiutare dieci, venti, deve impedirmi di aiutarne almeno uno? Deve impedirmi di asciugare una lacrima, di infondere un raggio di speranza, di far sentire un alito d’amore a uno?

Andrea fece un gesto ironico: e Giovanni si chiuse in un silenzio pieno di pietà e di sdegni. 

 Luigi Natoli: I morti tornano... 

Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo del 1837 devastata dal Cholera. Nella versione originale pubblicata a puntate in appendice al Giornale di Sicilia nel 1931

Prezzo di copertina € 22,00

www.ibuonicuginieditori.it  Per informazioni: ibuonicugini@libero.it

Disponibile in tutti i siti vendita online.

Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it, su tutti gli store online (Amazon Prime, Feltrinelli, Ibs) e in libreria a Palermo presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour), Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102).

 

 

"I morti tornano..." fa parte anche della raccolta "Trilogia del Risorgimento" che include i tre romanzi: Braccio di Ferro avventure di un carbonaro, I morti tornano..., Chi l'uccise? 

Prezzo di copertina € 24,00

 


Luigi Natoli: I cavalieri della Stella o la caduta di Messina. Un potente romanzo storico ambientato fra Messina e Palermo


 Luigi Natoli con lo pseudonimo di William Galt scrisse un potente romanzostorico  ambientato fra Messina e Palermo: I cavalieri della Stella o la caduta di Messina. In quest’opera ci narra della famosa Accademia della Stella di Messina e lo fa il con grande rigore storico di uno scrittore che usa la penna come fosse una spada.

 L'Accademia della Stella di cui egli faceva parte, e aspirava ad esser capo, o, come si chiamava, Principe, era una compagnia o congregazione o scuola, o tutto questo insieme, di cento cavalieri, di nobiltà antica e indiscutibile, che face­van professioni d'armi allo scopo di for­nire eccellenti militi nella perpetua guer­ra contro i barbareschi: una specie di or­dine militare – in origine – non dissi­mile nello scopo fondamentale da quello dei cavalieri di S. Giovanni e di S. Stefa­no; ma senza alcun carattere monastico o voto minore; uguale alla Congregazio­ne d'arme, che s'era istituita in Palermo nel secolo XVI.

Posta sotto la protezione dei Re Ma­gi, aveva assunto come insegna la Stella miracolosa apparsa ai tre re d'Oriente, in­castrandola nella Croce di Malta: d'onde il nome di Accademia della Stella.
Col volger del tempo, pareva aver di­menticato il suo scopo originario; e non mandava più i suoi cavalieri a dar la cac­cia alle navi mussulmane; ma continuava con uno sfarzo, con una magnificenza tutta spagnola, a dar mostra di sè nella bravura de’ suoi cavalieri nelle grandi occasioni religiose o civili. L'insediamento del nuovo Senato, l'apertura della fiera, la festa dell'Assun­ta, l'arrivo o la partenza del vicerè, la pre­sa di possesso di un nuovo arcivescovo, le feste per la nascita di qualche principe reale, o di qualche matrimonio regio, o dell'incoronazione del re, e in generale tutti i grandi avvenimenti celebrati con pompa ufficiale, erano altrettante occa­sioni, perché i cavalieri della Stella faces­sero la loro sontuosa cavalcata, o cele­brassero una giostra, vaghissima per no­vità di giuochi, d'imprese, di divise, di colpi.
Non era facile far parte dell'Accade­mia. Oltre che si doveva essere nobili da almeno duecent’anni, il numero dei cavalieri era limitato a cento, e non vi si entrava che per elezione a bossolo, e dopo una serie di informazioni e di formalità per assicurarsi della degnità dell'aspirante: sicché far parte dell'Accademia si teneva a grande onore, e come un segno della nobiltà e della grandezza della casa, e i padri che già ne avevan fatto par­te, sollecitavano che quell'onore si trasmettesse nei figli, stabilendo una specie di successione ereditaria come in una paria.
 
www.ibuonicuginieditori.it  Per informazioni: ibuonicugini@libero.it
 
Luigi Natoli: I cavalieri della Stella ovvero la caduta di Messina.
L’opera è la fedele trascrizione del romanzo originale pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia a iniziare dal 25 febbraio 1908.
Prezzo di copertina € 26,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it, su tutti gli store online (Amazon Prime, Feltrinelli, Ibs) e in libreria a Palermo presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour), Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102).
 

Da oggi puoi ascoltare le pagine immortali di Luigi Natoli su Spotify, al podcast I Buoni Cugini. Vincenzo Crivello legge Luigi Natoli.

Grazie alla preziosa iniziativa dell'attore Vincenzo Crivello, voce narrante, e di Gilberto Landolina di Rigilifi che cura l'edizione sonora, è disponibile su Spotify il podcast I Buoni Cugini: tutti gli appassionati lettori di Luigi Natoli possono ascoltare le sue opere, tra suoni e rumori che riportano al passato.
Basta collegarsi al link 
e cliccare "Segui" per essere sempre aggiornati con le pubblicazioni. 


Disponibile il primo episodio, Preludio, tratto dal volume "Amore e morte, storie e leggende volume 1" che raccoglie le Storie e Leggende pubblicate dall'autore sul Giornale di Sicilia con pseudonimo di Maurus dal 12 febbraio al 31 dicembre 1889. 
Per ascoltare, vai al link: 


Ogni episodio sarà accompagnato da una nota storica di Ivo Tiberio Ginevra, voce narrante Vincenzo Crivello. 
Vai al podcast I Buoni Cugini su Spotify e clicca su "Segui". 
Luigi Natoli racconterà i suoi romanzi storici, le sue Storie e leggende, i suoi scritti storiografici con la voce di Vincenzo Crivello.  

La Collana dedicata alle opere di Luigi Natoli è disponibile: 
Dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (spedizione con raccomandata postale o a mezzo corriere. Consegna gratuita a Palermo)
Su Amazon Prime e tutti gli store on line. 
In libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro)

venerdì 21 agosto 2026

Luigi Natoli: Il conte di Montaspro. Tratto da Ferrazzano. Romanzo storico per la prima volta in teatro il 13 settembre con la compagnia Araldo del Vespro

 
Il conte di Montaspro si destò, stirò le braccia, sbadigliò, e domandò che ora fosse. Il cameriere glielo disse: diciassette ore. Diciassette ore? Il conte montò in collera.
- Animale! ed osi svegliarmi a quest’ora?
E preso un guanciale lo scaraventò al cameriere, che si chinò pacatamente a raccoglierlo e rimetterlo sul letto. Per capire la sfuriata del conte bisogna dire che diciassette ore corrisponderebbero alle undici, perché si contano all’italiana, e siamo d’inverno. 
- La signora contessa sua madre mi ha ordinato di svegliarla; – aggiunse il servitore, inchinandosi rispettosamente.
- Vattene via, bestione! Vattene via! 
E gli scaraventò dietro un candeliere di bronzo dorato, che se non era piccolo, e se lo colpiva in pieno, lo avrebbe mandato all’ospedale. Compiuta questa prodezza si cacciò nuovamente sotto le coperte per cercare di prender sonno. Ma invano. Si voltava di qua, si voltava di là, non c’era verso di poter ripigliare sonno; bestemmiando come un turco, stese la mano al cordone e tirò con furia. Tornò il cameriere: 
- Il signore ha suonato?
- Vestimi!
Diego Montecateno conte di Montaspro, figlio unico di donna Grazia, vedova di don Gaetano, era un giovinotto di venti anni, non bello ma neppure brutto: di statura media ben tagliato, elegante: passava il tempo bisticciandosi con chicchessia, e tirando quello che aveva in mano ai camerieri. Suo padre morì quando egli dava i primi passi, e sua madre era molto giovane per consacrarsi a un figlio non desiderato. Il marito aveva quarantacinque anni più di lei, che ne aveva diciotto; e le nozze furono concertate dai genitori di lei, come era uso in quei tempi. Ella ubbidì, perché era dover suo; e ubbidì anche al marito, che le fece giurare al letto di morte di non rimaritarsi mai più. Questo giuramento ella l’avrebbe facilmente violato; ma il conte le lasciava l’usufrutto dei beni spettanti al figlio, fino alla maggiore età di costui, e il possesso di alcune terre, purchè non passasse a seconde nozze: che nel caso si rimaritasse, si considerava come non avvenuta questa disposizione, e l’amministrazione dei beni come la tutela, era affidata a un parente. Donna Grazia non si rimaritò, ma seppe passare lietamente la sua prima giovinezza, senza curarsi molto del figlio, che appena toccò i sei anni, fu chiuso nel real collegio Borbonico. Dal quale uscì a diciotto anni, non molto erudito in vero, anzi con quella ignoranza che era un pregio pei nobili signori, sebbene nei saggi pubblici avesse sfoggiato un talento e una cultura straordinaria, trattando temi altissimi di letteratura, come per esempio questo: perché i francesi riescono superiori agli italiani nello stile tragico. E si poteva ammirare la perizia del nobile don Diego nel copiare fedelmente quanto aveva di nascosto scritto il maestro. In compenso uscì pieno di sé, litigioso, iracondo, facile a innamorarsi di tutte le donne, e con altri difettucci, che erano un complemento delle qualità di un giovane ben nato. 
La sua signora madre intanto aveva per diciotto anni gustato i vantaggi di una vedovanza in età molto giovane; e provato le differenze che corrono tra un uomo di sessanta anni ed un giovane di venticinque; e le sue esperienze erano state parecchie, e ancora ne contava, sebbene avesse oramai trentanove anni sonati. Una cosa pretese dal figlio: la esatta osservanza all’ora della colazione, del pranzo e della cena. Era la sola cosa in cui spiegava tutta l’autorità materna, per non dare agli occhi della servitù lo spettacolo di un disordine nell’ora del desinare. Questa era la ragione per la quale don Diego aveva chiamato il servitore per farsi vestire. 

In foto il conte di Montaspro interpretato da Matteo Coffaro nello spettacolo teatrale del 13 settembre alle ore 21:00 di Ferrazzano, con la compagnia Araldo del Vespro presso il Teatro don Bosco - Via Libertà 199 - Palermo.
Testo e regia di Giuseppe Bongiorno.
Per info e acquisto biglietti: araldodelvespro@gmail.com - cell. 3892996221




Luigi Natoli: Ferrazzano. Luigi Natoli: Ferrazzano. Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo del '700. L'opera è la fedele trascrizione del romanzo originale pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal 30 ottobre 1932. 
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Prezzo di copertina € 19,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it, su tutti gli store online (Amazon Prime, Feltrinelli, Ibs) e in libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102) 

mercoledì 19 agosto 2026

Luigi Natoli: Il capitano era un don Leonardo Gallegra, uomo burbero e di poche parole... Tratto da: Ferrazzano. Romanzo storico siciliano

Floristella e Ferrazzano aspettarono una mezz’ora, seduti in un angolo, alla porta del capitano di città; e nel silenzio che regnava della stanza, dove erano, almanaccavano su quella chiamata: Ferrazzano pensava a quelle dicerie che correvano sul conto di Floristella; Floristella invece correva col pensiero a Palermo, e si chiedeva che cosa avrebbe detto Mino, sapendola imbrogliata in quella faccenda del tenente e del barone, e nel saperla chiamata dal capitano giustiziere. Certo avrebbe dubitato di lei, della sua fedeltà; e questo pensiero la teneva così preoccupata che non udì suo padre dirle:
- Su! che fai? Entriamo.
Il capitano era un don Leonardo Gallegra, uomo burbero e di poche parole, che aveva la ferma convinzione di non sbagliarsi mai, e tutto quello che gli veniva alla mente a prima giunta l’aveva per verità evangelica, anche se gli si mostrava comprovando, che la verità era l’opposto di quanto egli credeva. Lo aveva detto lui e bastava. E chi sa quanti non andavano in carcere innocenti, e quanti altri invece, rei passeggiavano liberi e impuniti. 
Quando Floristella e Ferrazzano entrarono, egli li guardò con occhi prevenuti,  gonfiando le gote e soffiando; e vedendo Ferrazzano, si accigliò:
- Voi che volete?
- Io sono il padre…
- Non ho bisogno di sapere chi siete, non v’ho chiamato.
- Voscenza scusi, ma mi sembra che non possa mandare da sola una ragazza…
- Una ragazza, eh? Tacete, e uscite!
- Oh oh vostra eccellenza può ordinare quello che vuole, ma non impormi che io lasci la mia figliola in...
- Tacete! vi ho detto di tacere!
Floristella, che fino allora era stata zitta, aggrondando gli occhi, saltò subito a dire: 
- Ed io non sto senza il tata mio!
- Sì eh! sì eh? allora vi manderò in carcere tutti e due.
- Mandarci in carcere, così senza sapere il perché? – disse Ferrazzano.
- Dunque tacete!
E dopo un istante di silenzio, guardando fisso la fanciulla disse con tono sarcastico:
- Dunque siete soddisfatta ora?
- Soddisfatta di che?
- Tacete! Quando parlo io nessuno deve interrompermi!
- Ma io ris…
- Tacete; dico!
Si intromise Ferrazzano:
- Scusi, ma…
- Tacete!... Anzi perché siete ancora qui? Uscite vi ho detto. Oh perdio!
Diede un fiero colpo col pugno sulla tavola; Ferrazzano si ritirò in fondo alla stanza, ma non uscì.
Il capitano continuò rivoltosi a Floristella:
- Dunque?
Floristella lo guardò con aria di chi non sa che cosa si domandi, e replicò:
- Dunque che?
Il capitano di città si fece rosso come un gambero cotto; aveva due intercalazioni nel discorrere “tacete” e “dunque”; e gli parve che la fanciulla gli rifacesse il verso; appuntò le mani sulla tavola e gridò:
- Io vi mando in carcere! vi mando in carcere!

In foto Il capitano di Città interpretato da Alessandro Ricotta nello spettacolo teatrale del 13 settembre alle ore 21:00 di Ferrazzano, con la compagnia Araldo del Vespro presso il Teatro don Bosco - Via Libertà 199 - Palermo.
Testo e regia di Giuseppe Bongiorno.



Luigi Natoli: Ferrazzano. Luigi Natoli: Ferrazzano. Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo del '700. L'opera è la fedele trascrizione del romanzo originale pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal 30 ottobre 1932. 
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Prezzo di copertina € 19,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it, su tutti gli store online (Amazon Prime, Feltrinelli, Ibs) e in libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102) 

martedì 18 agosto 2026

LUIGI NATOLI: Bella fanciulla ditemi, se v’aggrada, il vostro nome, perché io possa ripeterlo tutte le ore del dì. - IL VESPRO SICILIANO

 

Si affacciò distrattamente alla finestretta che dava sulla piazzuola, dove era il pozzo; e i suoi occhi errando di cosa in cosa, si fermarono un istante sopra la casa di rimpetto.
L’aveva veduta altre volte; aveva veduto sul davanzale della finestra di contro due testi di terracotta: uno con una bella pianta di garofani; l’altro di basilico. Finestra e piante, come se ne vedevano dovunque, e che non destavano nessuna attenzione; ma quel giorno dietro i testi, Giordano vide una figura di donna, il cui volto, chino a odorare il basilico, gli si nascondeva. Egli vedeva soltanto il velo che copriva quel capo e l’orlo dei capelli nerissimi, che chiudevano la fronte. 
Era la prima volta che vedeva in quella casa, a quella finestra, una figura di donna. La guardò con lieve curiosità, come chi trova un punto per fermare la propria attenzione; ma in quel momento la donna alzò il capo, e Giordano scorse il più bel volto di giovinetta che mai avesse veduto.
La fanciulla su le prime non si accorgeva d’esser guardata; diede uno sguardo su la piazzuola e sul pozzo; poi alzò gli occhi, vide Giordano; incontrò quello sguardo di ammirazione e una viva fiamma le colorò il volto color di perla. Si ritrasse vivamente, con una paura di colomba.
Giordano rimase a guardare la finestra ancora estatico dell’inattesa apparizione di quella bellezza, sperando che vi fosse ritornata; ma quando la speranza venne meno, si allontanò con un vivo rincrescimento.
Da quel giorno, ogni mattina, tormentato dalla immagine della fanciulla, e dal desiderio di rivederla, Giordano si recava nella sua antica stanza, sperando che ella si affacciasse; ma per cinque o sei giorni, invano. La finestra rimase deserta. Se Giordano avesse potuto spingere lo sguardo più oltre, avrebbe potuto scorgere la fanciulla, quasi celata dall’ombra, aspettare che egli si togliesse dal suo osservatorio, per venire alla finestra e curare i suoi testi di basilico e di garofani; e allora avrebbe usato l’astuzia di nascondersi alla sua volta, per vedere, senza esser veduto.
Ma Giordano era troppo giovane. Il caso venne in suo aiuto. Un giorno egli, trattenuto da Madonna, non potè recarsi nella sua cameretta all’ora consueta; ma appena ne ebbe l’agio, corse e vide la fanciulla, che se ne stava alla sua finestra lì, attenta alle sue piante.       
Non aveva il velo in testa, e le chiome corvine, sciolte, forse aspettando il pettine industre, le cadevano come un manto di velluto sul collo e sulle spalle; sicché il bel pallore del volto acquistava una candidezza di marmo pario.
Ella se ne stava lì, senza sospetto, senza soggezione, con la sicurezza di non esser veduta; attendendo a togliere alcune foglioline vizze, a stirpare qualche pianticella estranea; e Giordano la guardava, quasi adorando, trattenendo il respiro per paura che ella l’udisse, e s’involasse. Ma forse la fanciulla sentì la fissità di quello sguardo; forse i suoi sensi vibrarono alla misteriosa impressione: ella infatti sollevò gli occhi con una espressione vaga di inquietitudine: e vide Giordano.
Lo vide, alla finestra, con gli occhi illuminati dall’ammirazione e dal desiderio, col volto commosso dal piacere, in quell’atteggiamento devoto.
Se ne sentì profondamente turbata; il sangue le colorò di porpora il viso; i suoi occhi bruciarono. Ella si ritrasse confusa, scontenta; ma non così rapidamente, come la prima volta.
Il giorno dopo, come se la curiosità avesse preso forza sul turbamento, la fanciulla non aspettò che non vi fosse quel giovane alla finestra, per affacciarsi; e mentre curava le piante, e vi si indugiava, lo guardò più volte di sfuggita, e tutte le volte i suoi occhi si incontravano in quelli di Giordano, e il rossore fioriva sulle sue gote, e il cuore le batteva; e, pareva ne provasse pena e piacere a un tempo.
Quel dì Giordano si sentì pieno di una gioia nuova, che per tutto il giorno lo tenne in una malinconia dolce e serena; lo rese più affabile, ma nel tempo stesso più schivo delle carezze di madonna Macalda.
Ogni giorno, d’allora in poi, essi si rividero, dalle finestre, in silenzio. La fanciulla fermava i suoi occhi un po’ più lungamente e il suo turbamento non aveva più nulla di penoso; anzi su le sue labbra si disegnava un lieve e timido sorriso di compiacimento. Dopo quel sorriso venne il saluto, un piccolo cenno col capo da prima; poi con mano, e con la voce. Un giorno finalmente Giordano si fece animo, e le disse:
- Bella fanciulla, io mi chiamo Giordano de Albellis. Ditemi, se v’aggrada, il vostro nome, perché io possa ripeterlo tutte le ore del dì.
Ella rispose arrossendo e con voce tremante che pareva d’usignuolo:
- Gamma Zita...

Luigi Natoli: IL VESPRO SICILIANO
 
Romanzo storico ambientato nella Palermo del 1282, al tempo di una delle rivoluzioni più famose della storia. L'opera, restaurata dal titolo all'indice, è la ricostruzione del romanzo originale pubblicato in dispense con la casa editrice La Gutemberg nel 1915. 
Pagine 945 - Prezzo di copertina € 25,00

Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it. 
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Disponibile su tutti gli store online (Amazon Prime, Feltrinelli, Ibs) e in libreria a Palermo presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102).

sabato 15 agosto 2026

Luigi Natoli: SQUARCIALUPO - Un eroe pisano a Palermo nei primi del 1500 - Grande romanzo storico siciliano

Giovan Luca Squarcialupo apparteneva a una di quelle famiglie pisane, che esercitando traffici e tenendo banchi, avevano acquistato ricchezza e nobiltà. Era giovane. Pochi anni innanzi aveva preso moglie; ma dieci mesi dopo era rimasto vedovo. Viveva quasi appartato, badando al banco, e coltivando lo spirito con la lettura. Era stato alunno di un dotto umanista, che gli aveva fatto prendere amore ai grandi scrittori latini; ed egli leggeva con preferenza Livio e Virgilio. Ma leggeva anche certe cronache manoscritte della repubblica di Pisa, e altre del regno normanno e svevo di Sicilia e del Vespro. Abitava nella strada della Loggia dei Pisani, proprio quella che anche oggi conserva l’antico nome. Molte famiglie della “nazione” pisana stavano da quella parte, e nella strada di san Francesco: e gli Squarcialupo venivan da Pisa, e avevano il loro banco nella Loggia. Allora la strada si prolungava, perché la via Marmorea o Cassaro finivano a Sant’Antonio: e dovevan passare cinquant’anni all’incirca, perché fosse prolungato fino alla chiesa di Porto Salvo, tagliando strade, e abbattendo case. 

Parlava col volto acceso da una fiamma interna, che rendeva calda e appassionata la parola. Tristano, sebbene avesse gran premura di andarsene, ne rimaneva talvolta preso, e lo ammirava: e gli pareva che Giovan Luca si ingrandisse, e si illuminasse di una luce nuova. Non era più quel pensoso, che pareva sdegnoso di parlare, o parlava breve e a sentenze: pareva qualcosa fra l’oratore e il condottiero; un sovvertitore di popolo e un dominatore. Certamente aveva un’idea, che non rivelava ancora, forse era l’idea madre, dalla quale si generavano tutte le sue azioni, anche caute, quasi saggiature; ma che al momento opportuno, si sarebbero svolte in tutta la loro pienezza. Con tutto ciò appariva agli occhi di Tristano come un uomo nuovo.
Attendeva a preparare i modi e i mezzi per attuare quel suo vecchio disegno di riscossa per cacciare lo straniero, e istituire un governo democratico, come quello che fece la gloria di Pisa. Era l’idea accarezzata fin da quando cominciò a leggere le pagine di Livio, maturatasi col progredire negli studi umanistici, fattasi assillante in quei rivolgimenti, e allo spettacolo delle violenze e delle ladronerie del vicerè don Ugo. Che quelli non fossero tempi di repubblica, che questa repubblica vagheggiata da lui era un anacronismo, sfuggiva alla esaltazione del suo spirito, che lo illudeva di speranze e di sogni eroici.
- Ebbene, non si può estendere a tutta la Sicilia, e fare del regno una grande Repubblica? Questo è il mio sogno; ma forse voi non ne vedete tutta la bellezza, perchè le vostre idee sono diverse dalle mie, quanto alla forma del governo. Noi siamo stanchi; il malgoverno è giunto al suo estremo limite, oltre il quale non vi è pazienza umana che possa sopportarlo. Tollerarlo ancora è un delitto; bisogna spezzare le catene: bisogna ricordarsi del Vespro, se non vogliamo che questa nostra terra precipiti in un abisso dal quale non potrà più rilevarsi.  
  
Luigi Natoli: SQUARCIALUPOOpera inedita. Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo del 1517, quando Giovan Luca Squarcialupo, patriota, sognò e realizzò anche se per poco, un governo repubblicano. L’opera, mai pubblicata in libro, è costruita e trascritta dal romanzo originale, pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia nel 1924.
Pagine 684 – prezzo di copertina € 24,00
Copertina di Niccolò Pizzorno

Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it. 
Puoi acquistare inviando un messaggio WathApp al 3894697296 oppure 3457416697 - Ordina anche per mail a ibuonicugini@libero.it. Sarai subito contattato per completare l'ordine. Consegna in tutta Italia a mezzo corriere o raccomandata postale. Consegna gratuita a Palermo.
Disponibile su tutti gli store online (Amazon Prime, Feltrinelli, Ibs) e in libreria a Palermo presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102).


Luigi Natoli: I dodici cavalieri della Stella. Drammaticissimo romanzo di William Galt ovvero Luigi Natoli

 

I dodici cavalieri della Stella con le corazze lucenti alla luna, uscirono dalla boscaglia, con alte grida, e le spade squarciate precipitandosi sui fuggiaschi, intanto che dagli alberi i tiratori fulmi­navano con colpi sicuri, fitti, micidiali. Quei dodici cavalieri parvero uno squadrone. Il reggimento piegò, si rove­sciò indietro, fuggì. Invano gli ufficiali tentavano di arrestarlo; la paura aveva messo le ali ai piedi di ciascuno; il terrore della morte non ispirava che il coraggio della fuga!...
    Fu una pioggia di fuoco; ma gli ufficiali spagnuoli avevano potuto rior­dinare le compagnie, e rispondevano vi­gorosamente al fuoco. Il monastero era avvolto in una cer­chia di nubi cineree, squarciate da lampi e da tuoni...
     Quella pugna notturna, intorno a quel monastero magnifico e solenne, sotto lo scampanare fitto e incessante, tra il lampeggiare rosseggiante delle schiop­pettate, nell'ondeggiar del fumo lievemente cinereo, aveva qualcosa di fantastico.
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Per informazioni: ibuonicugini@libero.it

Luigi Natoli: I cavalieri della Stella ovvero la caduta di Messina.
L’opera è la fedele trascrizione del romanzo originale pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia a iniziare dal 25 febbraio 1908.
Prezzo di copertina € 26,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it, su tutti gli store online (Amazon Prime, Feltrinelli, Ibs) e in libreria a Palermo presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102).

venerdì 7 agosto 2026

Ferrazzano, romanzo storico di Luigi Natoli per la prima volta in teatro ad opera della compagnia teatrale Araldo del Vespro

P
ubblicato da Luigi Natoli in appendice al Giornale di Sicilia dal 30 ottobre 1932 con lo pseudonimo di William Galt, il romanzo narra di Ferrazzano, comico del '700, quale maschera del teatro siciliano. 
Di lui si sa poco. Forse è realmente esistito, e alcune sue storie, tramandate dal popolo, Natoli le riporta nel romanzo imbrigliando ad arte il personaggio fra realtà e fantasia.

Ferrazzano rivive in teatro, grazie alla compagnia teatrale Araldo del Vespro. 
Non perdete lo spettacolo di domenica 13 settembre alle ore 21 al teatro Don Bosco, Via Libertà 199. 

Un tempo vuoto di necessità, esoterico e lattiginoso, come se la gente avesse troppa poca vita a disposizione, e che fosse pertanto necessario dilatarla, quella vita, particolareggiarla. E Natoli fa questo, ci porta nel ’700, ci dice le strade e i palazzi, ci racconta di duchi e principi, di duchesse e di marchesi, ci parla di cavalier serventi, criticando un’etica che non c’era e un’estetica che pretendeva di essere in ogni luogo, proprio come oggi, più o meno, e lo fa con Ferrazzano, un uomo che è forse esistito o forse no, che forse è colui che è esistito o forse no, un comico esilarante e picaresco, comunque, che la gente ama, ma che di esilarante e picaresco ha ben poco, stando alla narrazione di Natoli, un uomo ordinario, furbo quanto basta, che vorrebbe solo una quotidianità serena, in compagnia della figlia acquisita Floristella, un uomo che è invece invischiato in una trama arditissima, piena di colpi di scena, con un finale degno di un noirista contemporaneo, e dunque, giunti qui, alla fine, sono sempre del parere che scrivere prefazioni sia una vera afflizione (dalla prefazione di Rosario Palazzolo)

... Egli era l'anima di tutti, ne interpretava ciò che aveva di più caratteristico, lo spirito, mettendone in caricatura i difetti; or grossolano, or fino e sottile; ora pigliava batoste che mandavano in visibilio il pubblico, or le dava con non minor festa. Era, insomma, tutto quanto il pubblico (Luigi Natoli)



Per l'acquisto dei biglietti dello spettacolo teatrale contattate la compagnia teatrale Araldo del Vespro al cell:  389 299 6221

Luigi Natoli: Ferrazzano. Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo del '700. L'opera è la fedele trascrizione del romanzo originale pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal 30 ottobre 1932. 
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Prezzo di copertina € 19,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it, su tutti gli store online (Amazon Prime, Feltrinelli, Ibs) e in libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102) 

martedì 4 agosto 2026

Luigi Natoli: oggi, 115 anni fa, il Giornale di Sicilia pubblicava la prima puntata de "Gli ultimi saraceni" . Grande romanzo storico siciliano.

Il 05 agosto del 1911 usciva la prima puntata del romanzo storico
Gli ultimi saraceni, romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo di Guglielmo I, al tempo di messer Matteo Bonello e di Majone da Bari. 
Gli ultimi saraceni fu pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia in ben 133 puntate, e non ebbe mai i natali come libro, pertanto, tolti i pochi fortunati che riuscirono a leggerlo più di cent'anni fa, nessun altro ha potuto deliziarsi della brillante inventiva di Luigi Natoli in questo romanzo. 
Ad opera de I Buoni Cugini editori è stato trascritto dalle puntate del Giornale di Sicilia e raccolto per la prima volta in un volume di ben 724 pagine. Il volume include da una ancor più rara ode a Willelmo I composta dall'autore nell'aprile del 1881. 

Lo scrittore ricostruisce fedelmente la figura del re Guglielmo I, con tutto il suo potere e le sue debolezze, facendo anche un lavoro storiografico sugli usi e costumi della corte, le sue alleanze, i suoi avversari politici, e i suoi innumerevoli intrighi nel precario equilibrio di una Palermo multietnica, dove arabi, normanni, ebrei e popolani del luogo sono costretti a coabitare in un groviglio d'interessi politici-economici, immersi in un coacervo di odio razziale e religioso che dalle cospirazioni sfocerà in più rivolte per la conquista del potere. In questo scenario Orsello di Godrano inseguirà la gloria, l'amore, la fama sfidando più volte Guglielmo I, stringendo alleanze basate sui solidi sentimenti dell'amicizia e della lealtà. 

Un romanzo straordinariamente moderno con una ricostruzione storica perfetta, che serba un finale ricco di colpi di scena inseparabili dalla realtà di un secolo fra i più gloriosi del regno di Sicilia.



Luigi Natoli: Gli ultimi saraceni. Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo di Guglielmo I, al tempo di messer Matteo Bonello e di Majone da Bari. 
Il volume è la fedele trascrizione del romanzo pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal  agosto 1911. Pubblicato per la prima volta in unico volume ad opera de I Buoni Cugini Editori. 
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Il volume è disponibile: 
Dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna gratuita a Palermo, consegna a mezzo corriere o raccomandata postale in tutta Italia)
Su tutti gli store online. 
A Palermo, in libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102) 

giovedì 9 luglio 2026

Luigi Natoli: Gli studi danteschi in Sicilia. Saggio storico-bibliografico. Tratto da: Dante e il suo poema. Scritti su Dante e la Divina Commedia.

 
A questo studio dette occasione l’aver trovato alcuni opuscoli intorno all’Alighieri ignorati o trascurati dal Ferrazzi nel suo Manuale dantesco; i quali mi fecero sospettare non avere il dotto e laborioso dantista raccolto tutto ciò che in Sicilia si era scritto su Dante, fino al 1879. Ma a poco a poco le mie semplici aggiunte bibliografiche si moltiplicarono siffattamente, e tale e tanta copia di notizie ammassai, che le giunte e correzioni al Manuale del Ferrazzi, che io divisavo di compilare, si tramutarono «dai primi sembianti» in un piccolo Manuale di letteratura dantesca siciliana, con organismo e con fine proprio.
In questo saggio, in fatti, oltre a raccogliere tutte le notizie dei codici, degli studi e della conoscenza che ebbero i nostri della Commedia, dal secolo XIV sino al rifiorimento degli studi nella seconda metà del XVIII; ho cercato di delineare l’indirizzo e segnare il carattere che ebbero gli studi danteschi fra noi nel presente secolo. Dei quali, ordinato in classi, segue il catalogo, che comprende tuttociò che i Siciliani hanno scritto intorno a Dante, dalla seconda metà del secolo XVIII fino ai giorni nostri.
Ho voluto pure tener conto di ciò che letterati della penisola scrissero e pubblicarono in Sicilia, degli articoli e opuscoli di scrittori non siciliani, che furono però riprodotti o ristampati nelle nostre gazzette e delle tradizioni di opere dantesche fatte dai nostri; perchè gli uni e gli altri pare a me facciano parte del movimento degli studi danteschi fra noi, e son prova dell’amore col quale questi studi si sono perseguiti.
Come i lettori potranno vedere, il numero delle opere non è scarso; quelle raccolte dal Ferrazzi, spesso stroppiandone i nomi, quasi sempre dandone un sunto di seconda mano, non sono nemmeno la terza parte di quelle che, per lo stesso periodo di tempo, ho raccolto io. Con ciò non spero, e tanto meno presumo di avere raccolto tutto: chi può affermare che nulla rimanga ancora ignoto? Ma quello che ho trovato è assai, e basta a esprimere l’indole degli studi danteschi nostri.
Non è inutile poi dire che tutti gli scritti che verrò citando ho letto io con gli occhi miei, dalla prima parola all’ultima; contentandomi della sola citazione bibliografica, quando non ho potuto leggere il testo, piuttosto che riferirne un sunto su la fede altrui.
Critica non ho fatta; non ne era il caso: d’altra parte essa mi avrebbe allontanato dalla mia strada; tuttavia, qualche volta, trascinato dalla necessità, ho dovuto accennarvi, ma fugacemente.
Ed ora mi sia lecito qui volgere infinite grazie a quanti egregi mi furon cortesi di notizie, fra i quali l’avv. Lorenzo Finazzi e il canonico G. M. Russo da Girgenti, l’avv. Vincenzo La Rosa da Catania, e più di tutti il mio amico barone Giuseppe Arenaprimo da Messina, che mi fu largo di notizie, ed ebbe per quest’opera premure quasi pari alle mie; nè posso trascurare l’egregio dottor G. Lodi che rivedendo le bozze mi fu cortese di qualche correzione; ed alcuni miei cari discepoli, alla cui cooperazione debbo, se le fatiche delle ricerche non mi furono pesanti.

L. N.



Luigi Natoli: Dante e il suo poema. Scritti su Dante e la Divina Commedia.
Pagine 304. Prezzo di copertina € 24,00
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Il volume comprende:
- La Divina Commedia ad uso delle scuole in tre tavole illustrate (Città di Castello, 1893)
- Breve introduzione allo studio della Divina Commedia. Con numerose tavole sinottiche e topografiche per uso delle scuole secondarie (Lanciano R. Carabba, Editore 1935)
- Gli studi danteschi in Sicilia. Saggio storico bibliografico (1893, Palermo. Estratto dall’Archivio Storico Siciliano, n. 8)
- Chiose dantesche (Tratto da: Il Giornale Dantesco, Anno III, 1896).
- Dante e il suo poema (Tratto da: Accademia di Scienze, Lettere ed Arti, 1937)
- Roma nel pensiero di Dante (Conferenza tenuta l’11 settembre 1921 nel teatro di Manfredonia).

Disponibile dal 15 luglio:
- Dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna gratuita a Palermo, consegna a mezzo corriere o raccomandata postale in tutta Italia). Contattaci alla mail ibuonicugini@libero.it o al cell. 3457416697.
- Su tutti gli store online (prevendita in corso)
- In libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102)

giovedì 2 luglio 2026

Luigi Natoli: Breve introduzione allo studio della Divina Commedia. Avvertenza. Tratto da: Dante e il suo poema. Scritti su Dante e la Divina Commedia.

I recenti studi sulla Divina Commedia (fra i quali segnalati quelli del Pascoli e del Flamini sul significato e sull’intelligenza del grande poema) non sono ancora abbastanza divulgati nelle scuole mezzane: sì che le interpretazioni tradizionali vi tengono ancora il campo, non sempre le gate fra loro e rispondenti a quello che più sicuramente si può ritenere il disegno di Dante. A me pare che nessuno meglio del Flamini sia pene trato addentro nel significato recondito della Commedia; e la lettura del suo primo volume sulla finzione poetica, ri spondendo ad alcuni miei pensamenti, e delucidando qualche dubbio, mi persuase a seguirne il metodo, appli candolo alla mia volta, e secondo le mie vedute, a tutte le significazioni del poema; e a dare una figurazione grafica ai rapporti che legano le varie parti di ogni cantica e le tre cantiche insieme. Il secondo volume del Flamini, sull’allegoria del poema, pubblicato quando già le prime bozze del presente lavoro e le tavole erano state eseguite, venne a riconfer marmi in quello che io avevo ideato; salvo che, in qualche interpretazione (sulle tre belve del canto I p. e.), nella quale io mi sono accostato invece ad altri valorosi interpreti moderni, che a me pare rispondano meglio alla mente del Poeta. Nella introduzione io ho raccolto tutte quelle notizie bibliografiche e letterarie che possono interessare gli alunni delle scuole medie; ho esposto brevissintamente le dottrine etiche e politiche di Dante, e chiarito il significato dell’allegoria fondamentale del I canto, come quella che racchiude in sé il significato del viaggio dantesco. Le co piose tavole che seguono, dimostrano chiaramente l’ap plicazione della dottrina nella distribuzione e successione delle varie parti del poema, e la grande e maravigliosa unità organica, nella quale si fondono le tre cantiche. 
Mi son servito per questo di tutte quelle pubblicazioni più moderne che ho potuto avere; ma ho pur seguito il mio giudizio, frutto di amorosi studi e di meditazioni sul poema, non soltanto nello scegliere fra le varie opinioni, ma anche in qualche interpretazione. Parmi dunque che come introduzione e preparazione a quello studio limitato della Commedia, che è possibile nelle scuole mezzane, il presente volumetto, porgendo in una sintesi facile, intelligibile e visibile la materia e il si gnificato del poema immortale, possa riuscire utile alle scuole. Il che mi dà ragione di augurargli benevola accoglienza fra i miei colleghi e gli alunni. 
Napoli, 1905.

Luigi Natoli  


Luigi Natoli: Dante e il suo poema. Scritti su Dante e la Divina Commedia.
Pagine 304. Prezzo di copertina € 24,00
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Il volume comprende:
- La Divina Commedia ad uso delle scuole in tre tavole illustrate (Città di Castello, 1893)
- Breve introduzione allo studio della Divina Commedia. Con numerose tavole sinottiche e topografiche per uso delle scuole secondarie (Lanciano R. Carabba, Editore 1935)
- Gli studi danteschi in Sicilia. Saggio storico bibliografico (1893, Palermo. Estratto dall’Archivio Storico Siciliano, n. 8)
- Chiose dantesche (Tratto da: Il Giornale Dantesco, Anno III, 1896).
- Dante e il suo poema (Tratto da: Accademia di Scienze, Lettere ed Arti, 1937)
- Roma nel pensiero di Dante (Conferenza tenuta l’11 settembre 1921 nel teatro di Manfredonia).

Disponibile dal 15 luglio:
- Dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna gratuita a Palermo, consegna a mezzo corriere o raccomandata postale in tutta Italia). Contattaci alla mail ibuonicugini@libero.it o al cell. 3457416697.
- Su tutti gli store online (prevendita in corso)
- In libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102)

mercoledì 1 luglio 2026

Un nuovo volume si aggiunge alla Collana di Luigi Natoli: Dante e il suo poema. Scritti su Dante e la Divina Commedia. Disponibile dal 15 luglio 2026.


Luigi Natoli nutrì una profonda ammirazione per Dante Alighieri, dedicando gran parte della propria vita allo studio e all’esegesi della sua opera, con particolare riguardo per la Divina Commedia. Questa urgenza intellettuale si manifestò subito dopo la sua nomina a professore di Lettere presso il Liceo Garibaldi di Palermo, nel 1891. 
Quello stesso anno diede alle stampe La Divina Commedia esposta in tre tavole ad uso delle scuole, volume che conobbe una seconda edizione nel 1893 e una successiva ristampa nel 1935. Fu proprio in quest’ultima occasione che l’autore accennò agli interventi di revisione del testo, scrivendo: «…ho fatto tesoro dei consigli e dei suggerimenti cortesemente datimi da illustri dantisti al cui giudizio sottoposi le mie Tavole. Alcune parti superflue, come i sommari delle cantiche, ho soppresso; le tavole ho arricchito di altre notizie; ho accuratamente riveduto i richiami, esplicato meglio il simbolo; ho cercato insomma di rendere più utile questo libretto agli alunni delle scuole secondarie». 
Nel 1893, Luigi Natoli pubblicò il saggio Gli studi danteschi in Sicilia. Nella prefazione all’opera, lo studioso ne chiariva così le finalità e il rigoroso metodo di ricerca: «In questo saggio, infatti, oltre a raccogliere tutte le notizie dei codici, degli studi e della conoscenza che ebbero i nostri della Commedia, dal secolo XIV sino al rifiorimento degli studi nella seconda metà del XVIII; ho cercato di delineare l’indirizzo e segnare il carattere che ebbero gli studi danteschi fra noi nel presente secolo. Dei quali, ordinato in classi, segue il catalogo, che comprende tutto ciò che i Siciliani hanno scritto intorno a Dante, dalla seconda metà del secolo XVIII fino ai giorni nostri. Come i lettori potranno vedere, il numero delle opere non è scarso. Non è inutile poi dire che tutti gli scritti che verrò citando ho letto io con gli occhi miei, dalla prima parola all’ultima; contentandomi della sola citazione bibliografica, quando non ho potuto leggere il testo, piuttosto che riferirne un sunto su la fede altrui». 
A completare il presente volume, oltre alle due opere già menzionate, si aggiungono i seguenti contributi: l’articolo Su Celestino V, apparso sul Giornale di Sicilia il 27 gennaio 1890; le Chiose dantesche (1896); la Breve introduzione allo studio della Divina Commedia, corredata da numerose tavole sinottiche e topografiche a uso delle scuole secondarie (1905); il testo della conferenza Roma nel pensiero di Dante (1921) e, infine, la pubblicazione Dante e il suo poema (1937)

Luigi Natoli: Dante e il suo poema. Scritti su Dante e la Divina Commedia. 
Pagine 304. Prezzo di copertina € 24,00
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Il volume comprende: 
- La Divina Commedia ad uso delle scuole in tre tavole illustrate (Città di Castello, 1893)
- Breve introduzione allo studio della Divina Commedia. Con numerose tavole sinottiche e topografiche per uso delle scuole secondarie (Lanciano R. Carabba, Editore 1935)
- Gli studi danteschi in Sicilia. Saggio storico bibliografico (1893, Palermo. Estratto dall’Archivio Storico Siciliano, n. 8)
- Chiose dantesche (Tratto da: Il Giornale Dantesco, Anno III, 1896).
- Dante e il suo poema (Tratto da: Accademia di Scienze, Lettere ed Arti, 1937)
- Roma nel pensiero di Dante (Conferenza tenuta l’11 settembre 1921 nel teatro di Manfredonia).

Disponibile dal 15 luglio: 
- Dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna gratuita a Palermo, consegna a mezzo corriere o raccomandata postale in tutta Italia). Contattaci alla mail ibuonicugini@libero.it o al cell. 3457416697.
- Su tutti gli store online (prevendita in corso)
- In libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102)