La povera signora Concetta partecipava del pregiudizio comune della gente del suo ceto sui comici di professione, che eran dati al diavolo, e che non c’era da trattarli; e il suo figliolo ne condivideva le opinioni sebbene non avesse gli scrupoli della madre.
Tra i vicini ve ne fu una, che si accorse dei dialogo dei giovani, e travide quel bacio; e tirò le conseguenze a modo suo. Certo non si scandalizzava che Mino avvicinasse quella fanciulla; era figlia del teatro e codeste donne non si potevano giudicare come le fanciulle oneste, che il popolo non manda attorno, senza farle accompagnare. Le ragazze di teatro camminano sole, parlano con chi capita, e fanno quel che vogliono. Ma buon Gesù! c’è bisogno di far perdere anche i figli delle povere famiglie?
Così ragionava la za’ Marianna; e, quando le venne fatto, chiese ed ottenne di parlare con la signora Concetta. Con molta circospezione, e con linguaggio che credeva cauto, stette con lei a ragionare; e quando se ne andò, ringraziò Dio che le aveva dato la buona occasione di compiere un’opera di carità.
Quando Mino rientrò, la signora Concetta lo accolse freddamente; ma il giovane era così lieto, che non vi pose mente. Però dopo qualche po’ di tempo, si accorse che c’era un umor diverso, e ne domandò la ragione:
- Che cosa ha, mamma?
- Nulla!
- E per nulla sta come in un funerale?
- Che vuoi che abbia, quando accadono cose che…
- E che accade?
- Me lo domandi? hai la faccia di domandarmelo?
- Scusi, mamma, non capisco, che c’entro io: si spieghi meglio; se avrò commessa qualche mancanza, gliene domando scusa.
- Ti sembra nulla quello che sento? Tutto il vicinato ne parla… È una vergogna!...
- Ma di che parla? che cosa è una vergogna?
- …perché è una rovina per la casa! un disonore per te.
- Ma insomma si può sapere, che ho fatto?
- Che hai fatto! Non c’è bisogno di domandarmelo; ma se debbo parlar chiaro, ti dirò che la tua relazione con quella sgualdrinella…
Non finì. Mino sentì improvvisamente salirgli una fiamma in volto; si alzò con furia, e interruppe:
- Non ci sono sgualdrinelle! Non ci sono sgualdrinelle! Oh! Chi le ha detto queste cose, ha commessa un’infamia! Oh, mamma cara, vossia ha fatto male a raccogliere le menzogne di questa e di quella pettegola! Che relazione? Che relazione?...
Quando la signora Concetta seppe la venuta di Ferrazzano le parve di sentir crollare la casa; per cinque mesi era stata tranquilla, e credeva che i comici stessero per degli anni fuori di Palermo, in giro per l’Isola; ed eccoti lì di nuovo padre e figlia. Ora più che mai le conveniva di aprire gli occhi; non voleva che il figlio si infatuasse di nuovo della figlia del comico; ce n’era di troppo. Cominciò a studiare il modo di non fare incontrare Mino e Floristella, studiando le ore in cui ella usciva, e impedendo che appunto in quelle ore il figlio la incontrasse...
In foto Donna Concetta, interpretata da Giuseppe Pizzimenti nello spettacolo teatrale del 13 settembre alle ore 21:00 di Ferrazzano, con la compagnia Araldo del Vespro presso il Teatro don Bosco - Via Libertà 199 - Palermo.
Testo e regia di Giuseppe Bongiorno.
Per info e acquisto biglietti: araldodelvespro@gmail.com - cell. 3892996221
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Prezzo di copertina € 19,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it, su tutti gli store online (Amazon Prime, Feltrinelli, Ibs) e in libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102)

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