sabato 22 agosto 2026

Luigi Natoli: I cavalieri della Stella o la caduta di Messina. Un potente romanzo storico ambientato fra Messina e Palermo


 Luigi Natoli con lo pseudonimo di William Galt scrisse un potente romanzostorico  ambientato fra Messina e Palermo: I cavalieri della Stella o la caduta di Messina. In quest’opera ci narra della famosa Accademia della Stella di Messina e lo fa il con grande rigore storico di uno scrittore che usa la penna come fosse una spada.

 L'Accademia della Stella di cui egli faceva parte, e aspirava ad esser capo, o, come si chiamava, Principe, era una compagnia o congregazione o scuola, o tutto questo insieme, di cento cavalieri, di nobiltà antica e indiscutibile, che face­van professioni d'armi allo scopo di for­nire eccellenti militi nella perpetua guer­ra contro i barbareschi: una specie di or­dine militare – in origine – non dissi­mile nello scopo fondamentale da quello dei cavalieri di S. Giovanni e di S. Stefa­no; ma senza alcun carattere monastico o voto minore; uguale alla Congregazio­ne d'arme, che s'era istituita in Palermo nel secolo XVI.

Posta sotto la protezione dei Re Ma­gi, aveva assunto come insegna la Stella miracolosa apparsa ai tre re d'Oriente, in­castrandola nella Croce di Malta: d'onde il nome di Accademia della Stella.
Col volger del tempo, pareva aver di­menticato il suo scopo originario; e non mandava più i suoi cavalieri a dar la cac­cia alle navi mussulmane; ma continuava con uno sfarzo, con una magnificenza tutta spagnola, a dar mostra di sè nella bravura de’ suoi cavalieri nelle grandi occasioni religiose o civili. L'insediamento del nuovo Senato, l'apertura della fiera, la festa dell'Assun­ta, l'arrivo o la partenza del vicerè, la pre­sa di possesso di un nuovo arcivescovo, le feste per la nascita di qualche principe reale, o di qualche matrimonio regio, o dell'incoronazione del re, e in generale tutti i grandi avvenimenti celebrati con pompa ufficiale, erano altrettante occa­sioni, perché i cavalieri della Stella faces­sero la loro sontuosa cavalcata, o cele­brassero una giostra, vaghissima per no­vità di giuochi, d'imprese, di divise, di colpi.
Non era facile far parte dell'Accade­mia. Oltre che si doveva essere nobili da almeno duecent’anni, il numero dei cavalieri era limitato a cento, e non vi si entrava che per elezione a bossolo, e dopo una serie di informazioni e di formalità per assicurarsi della degnità dell'aspirante: sicché far parte dell'Accademia si teneva a grande onore, e come un segno della nobiltà e della grandezza della casa, e i padri che già ne avevan fatto par­te, sollecitavano che quell'onore si trasmettesse nei figli, stabilendo una specie di successione ereditaria come in una paria.
 
www.ibuonicuginieditori.it  Per informazioni: ibuonicugini@libero.it
 
Luigi Natoli: I cavalieri della Stella ovvero la caduta di Messina.
L’opera è la fedele trascrizione del romanzo originale pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia a iniziare dal 25 febbraio 1908.
Prezzo di copertina € 26,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it, su tutti gli store online (Amazon Prime, Feltrinelli, Ibs) e in libreria a Palermo presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour), Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102).
 

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