mercoledì 19 agosto 2026

Luigi Natoli: Il capitano era un don Leonardo Gallegra, uomo burbero e di poche parole... Tratto da: Ferrazzano. Romanzo storico siciliano

Floristella e Ferrazzano aspettarono una mezz’ora, seduti in un angolo, alla porta del capitano di città; e nel silenzio che regnava della stanza, dove erano, almanaccavano su quella chiamata: Ferrazzano pensava a quelle dicerie che correvano sul conto di Floristella; Floristella invece correva col pensiero a Palermo, e si chiedeva che cosa avrebbe detto Mino, sapendola imbrogliata in quella faccenda del tenente e del barone, e nel saperla chiamata dal capitano giustiziere. Certo avrebbe dubitato di lei, della sua fedeltà; e questo pensiero la teneva così preoccupata che non udì suo padre dirle:
- Su! che fai? Entriamo.
Il capitano era un don Leonardo Gallegra, uomo burbero e di poche parole, che aveva la ferma convinzione di non sbagliarsi mai, e tutto quello che gli veniva alla mente a prima giunta l’aveva per verità evangelica, anche se gli si mostrava comprovando, che la verità era l’opposto di quanto egli credeva. Lo aveva detto lui e bastava. E chi sa quanti non andavano in carcere innocenti, e quanti altri invece, rei passeggiavano liberi e impuniti. 
Quando Floristella e Ferrazzano entrarono, egli li guardò con occhi prevenuti,  gonfiando le gote e soffiando; e vedendo Ferrazzano, si accigliò:
- Voi che volete?
- Io sono il padre…
- Non ho bisogno di sapere chi siete, non v’ho chiamato.
- Voscenza scusi, ma mi sembra che non possa mandare da sola una ragazza…
- Una ragazza, eh? Tacete, e uscite!
- Oh oh vostra eccellenza può ordinare quello che vuole, ma non impormi che io lasci la mia figliola in...
- Tacete! vi ho detto di tacere!
Floristella, che fino allora era stata zitta, aggrondando gli occhi, saltò subito a dire: 
- Ed io non sto senza il tata mio!
- Sì eh! sì eh? allora vi manderò in carcere tutti e due.
- Mandarci in carcere, così senza sapere il perché? – disse Ferrazzano.
- Dunque tacete!
E dopo un istante di silenzio, guardando fisso la fanciulla disse con tono sarcastico:
- Dunque siete soddisfatta ora?
- Soddisfatta di che?
- Tacete! Quando parlo io nessuno deve interrompermi!
- Ma io ris…
- Tacete; dico!
Si intromise Ferrazzano:
- Scusi, ma…
- Tacete!... Anzi perché siete ancora qui? Uscite vi ho detto. Oh perdio!
Diede un fiero colpo col pugno sulla tavola; Ferrazzano si ritirò in fondo alla stanza, ma non uscì.
Il capitano continuò rivoltosi a Floristella:
- Dunque?
Floristella lo guardò con aria di chi non sa che cosa si domandi, e replicò:
- Dunque che?
Il capitano di città si fece rosso come un gambero cotto; aveva due intercalazioni nel discorrere “tacete” e “dunque”; e gli parve che la fanciulla gli rifacesse il verso; appuntò le mani sulla tavola e gridò:
- Io vi mando in carcere! vi mando in carcere!

In foto Il capitano di Città interpretato da Alessandro Ricotta nello spettacolo teatrale del 13 settembre alle ore 21:00 di Ferrazzano, con la compagnia Araldo del Vespro presso il Teatro don Bosco - Via Libertà 199 - Palermo.
Testo e regia di Giuseppe Bongiorno.



Luigi Natoli: Ferrazzano. Luigi Natoli: Ferrazzano. Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo del '700. L'opera è la fedele trascrizione del romanzo originale pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal 30 ottobre 1932. 
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Prezzo di copertina € 19,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it, su tutti gli store online (Amazon Prime, Feltrinelli, Ibs) e in libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102) 

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