Nulla in quello stradale di circonvallazione era mutato: qua e là si aprivano i fossati, sul cui orlo correva la strada, ombreggiata ogni tanto da platani e da pioppi.
"I nostri romanzi sono una lettura eletta ed altamente appassionante, essi sono opera del grande WILLIAM GALT"
mercoledì 26 febbraio 2025
Luigi Natoli: Si fermò dinanzi alla Porta Carini, stendendo la vista oltre il crocicchio del Capo... Tratto da: Coriolano della Floresta. Seguito a I Beati Paoli
Nulla in quello stradale di circonvallazione era mutato: qua e là si aprivano i fossati, sul cui orlo correva la strada, ombreggiata ogni tanto da platani e da pioppi.
martedì 25 febbraio 2025
Luigi Natoli: L'accademia della Stella. Tratto da: I Cavalieri della Stella o La caduta di Messina. Romanzo storico siciliano.
lunedì 24 febbraio 2025
Luigi Natoli: Il palazzo del duca di Melia, don Goffredo Calvello, sorgeva nelle vicinanze della chiesa degli Osservanti, conosciuta col nome di Gancia. Tratto da: Calvello il bastardo, romanzo storico siciliano.
martedì 11 febbraio 2025
Luigi Natoli: Dionigi, l'ambizioso signore che impedì a Cartagine la sua espansione in Sicilia. Tratto da: Storia di Sicilia dalla preistoria al fascismo
lunedì 10 febbraio 2025
Luigi Natoli: Dalle finestre della Torre Pisana assistevano al duello le donne del Tiraz... Tratto da: Gli ultimi saraceni. Romanzo storico siciliano.
giovedì 16 gennaio 2025
Luigi Natoli: Quella notte, rare figure di uomini avvolti nei mantelli entravano in una taverna nel vicolo dei Lampionelli... Tratto da: Coriolano della Floresta (Seguito a I Beati Paoli) Romanzo storico siciliano
Luigi Natoli: La villa del Ricevitore, alle falde del Monte Grifone. Tratto da: Coriolano della Floresta (Seguito a I Beati Paoli). Romanzo storico siciliano
giovedì 19 dicembre 2024
Luigi Natoli: Un presepe alla vigilia della rivoluzione del 1848... Tratto da Chi l'uccise? Romanzo storico siciliano
Luigi Natoli: Qualche giorno prima di Natale il tempo s'era rasserenato, e un bel sole splendeva nell'azzurro cielo... Tratto da: Calvello il bastardo. Romanzo storico siciliano
L’inverno di quell’anno si annunciava triste e minaccioso; cattivi raccolti, scarse importazioni, commerci ristagnati, miseria e desolazione dovunque. Dalle provincie accorreva alla capitale una folla di uomini e donne, di vecchi e di fanciulli, attirati dal miraggio di una ricchezza che alle loro menti pareva disposta perchè tutti vi attingessero; e dalla fama dei provvedimenti ai quali il Senato ricorreva, con una facilità che poteva creare l’illusione di uno stato finanziario floridissimo, e che invece trascinava l’amministrazione municipale al fallimento.
mercoledì 18 dicembre 2024
Luigi Natoli: Giulio Federici. Un episodio di Palermo nel secolo XVII. Racconto storico, il primo scritto dall'autore a quattordici anni.
Come son diventato scrittore? veramente io dovevo darmi alla pittura, e la studiai qualche anno, a riprese, quando ero un ragazzetto di dieci a dodici anni.
A farmi mutare strumento concorse il mio professore di seconda ginnasiale, padre Vincenzo Ramirez, che una volta in pubblica classe, mi disse: “Spero di vivere tanto da leggere le cose vostre stampate”. Buona e cara memoria di maestro, che troppo fidò!... Dio gli perdoni di aver fatto di me uno scribacchiatore.
Nella vita letteraria entrai per tempo: a quattordici anni scrissi un romanzo; che sei anni dopo mia madre (quali illusioni non crea l’amore materno?) volle farmi stampare; e – quando si dice la predestinazione! – era un romanzo storico siciliano! E fu stampato giusto nel 1877.
Luigi Natoli: Costumanze natalizie. Tratto da: Almanacco del fanciullo siciliano. Libro sussidiario di cultura regionale e nozioni varie.
Quando per la prima volta si sente il suono della ciaramella, un sentimento di gioia sorride in tutti i cuori: essa è l’annunciatrice del Natale.
I ragazzi costruiscono il presepe, o lo acquistano bello e fatto. È una piccola scena, che di solito rappresenta una montagna, nella quale si aprono due grotte. Per le rocce si usa il sughero che è scabroso e le imita bene; qua e là ci si mettono casette, torri, fichidindia di argilla dipinta, capanne. E poi vi si dispongono i pastori, che così si chiamano tutti i personaggi: in una grotta mettono Maria, Giuseppe, il Bambino, l’asino e il bue; e dinanzi alla bocca della grotta il suonatore di ciaramella, il pifferaio, i pastori che offrono doni. Altri pastori e pastorelle si spargono per le rocce: quale con un fascio di legna, quale dormente, o spaventato dalla luce, o spingendosi innanzi un asinello carico di cavolfiori: altri pastori dentro la seconda grotta attendono a far caci e ricotte.
La notte di Natale si accendono lampadine che illuminano la scena; ed è una festa pei ragazzi. E se si può, si fa venire il ciaramellaro a suonare la pastorale e a cantare:
E così si aspetta il domani, che è la festa grande, e in tutte le case c’è pace e gioia, come se vi fosse sceso Gesù Bambino a benedire con le sue manine gli uomini di buona volontà.
Pagine 210, ill.
Prezzo di copertina € 19,00
La copertina di Niccolò Pizzorno riproduce quella dell'epoca.



















