giovedì 18 marzo 2021

Luigi Natoli: Alla guerra! il romanzo storico in cui lo scrittore e storiografo palermitano descrive la Prima Guerra mondiale.

 
Alla guerra!... è il romanzo storico di Luigi Natoli, che nasce come romanzo di appendice del Giornale di Sicilia, pubblicato in 204 puntate dal 19 ottobre 1914, e che dopo cento anni, in occasione del  centenario della Prima Guerra Mondiale, è pubblicato per la prima volta in unico volume (ben 950 pagine)  da I Buoni Cugini Editori, con le illustrazioni di Niccolò Pizzorno.
A differenza di tutti gli altri romanzi del grande scrittore e storiografo palermitano, Alla guerra! è ambientato in Francia: la Francia del luglio 1914, invasa all'improvviso dal Kaiser Guglielmo II, che difende la libertà con i giovani soldati che lasciano la loro vita per il proprio paese, e che mettono al di sopra di tutto il motto: "Più in alto delle nostre vite c’è la Francia e il nostro onore!...". In questo grande romanzo, l'autore descrive in modo quasi vissuto gli orrori della guerra, visti dagli occhi dei giovani soldati, dei civili e delle donne, spesso violate e uccise dai soldati tedeschi: "Nessun soldato aveva sofferto la più lieve punizione pei ladronecci, per gli incendi, per gli stupri, per gli assassini, per tutte le barbarie, per tutte le ferocie commesse, che disonoravano non solo la Germania ma l’uomo". Le scene orribili, le stragi, sono menzionate con estrema poesia, in un linguaggio attuale più che mai; la morte, vissuta attimo per attimo, l'amore per la famiglia, per la madre lontana, "regnano" in tutto il romanzo. "Tramontava. Un tramonto triste, fosco nel quale le nebbie rosseggiavano, e qualche raggio di sole che rompeva le nubi, pareva uno zampillo di sangue. Il sangue della Francia che gemeva ancora sotto l'immane guerra". 
Nel terribile quadro della prima guerra mondiale dipinto da Luigi Natoli, vivono i protagonisti della storia: Guy e la sorella Bianca Vandois, il professore Benoist e il suo cinico amico dal cuore d'oro Michaud: "Appunto, madamigella, le più grandi consolazioni che m'ha dato la famiglia sono state queste, di non averla avuta mai!", il tedesco Fritz Wherther; intorno a loro la sofferenza e la morte dei tanti giovani che per la Francia sacrificarono la loro vita. Inizia con una marcia notturna:  
"La pattuglia precedeva di circa cento metri la compagnia d’avanguardia della colonna uscita da Givet; aveva oltrepassato Notre Dame, valicato l’Huille e percorreva lo stradale, diretta a Rochefort. Era una notte senza stelle. Le nubi coprivano il cielo; nubi grigie, quasi nere, pesanti, dalle quali ogni tanto qualche goccia cadeva sul volto dei soldati. Per un pezzo marciarono in silenzio, coi fucili capovolti, infilati al braccio per la cinghia, o tenuti su la spalla per la canna. Di tanto in tanto bisbigliavano fra loro. Quando furon lontani dalle case, uno di essi cominciò a canticchiare qualche aria popolare del suo paese nativo; un dolce e tenero sospiro d’amore; forse eco inconsapevole di memorie e ricordi, che gli si ridestavano e affollavano nell’anima vagante verso una casa lontana, fra un gruppo di olmi e di ontani, in una campagna verde e soleggiata. E intanto i piedi andavano al ritmo del passo, appesantito dallo zaino ricolmo, per una strada ignota."
L'estrema nitidezza della narrazione, dalla quale traspare la commozione dell'autore, mette in evidenza i dolorosi momenti vissuti dai soldati francesi e dalle loro famiglie, come la partenza per la guerra dalla stazione di Parigi: "Erano sicuri tutti di ritornare; andavano alla guerra, per prepararsi a quelle nozze con l’immaginaria Coletta: ma forse ognuno aveva la sua Coletta nel villaggio nativo, o al sesto piano del grande casamento del sobborgo; se non che tutte diventavano un’amante sola, che non piangeva, poiché s’andava a combattere contro i tedeschi, per la terra di Francia. A ogni strofa, seguiva uno scoppio di evviva, di urla, di risa, di motti, che pareva lo scatenarsi di una gioconda tempesta; e sopraffaceva, stordiva le anime dolenti; talvolta grida, risa, canti confondendosi, empivano la tettoia, mescolandosi al soffio delle macchine sotto pressione. Al segno della partenza gli addii si moltiplicarono; le mani stese dagli sportelli strinsero le mani che si porgevano dal marciapiede; alcuni si aggrappavano sui predellini per dare un ultimo bacio o un’ultima raccomandazione; delle mani commosse inviavano e si scambiavano baci, sventolavano fazzoletti; poi mentre il treno si muoveva lentamente, una voce vincendo la commozione gridò:
Viva la Francia!"

Luigi Natoli: Alla guerra!Opera inedita. Romanzo storico ambientato nella Francia del 1914, all’inizio della Prima Guerra Mondiale. L’opera, mai pubblicata in libro, è la costruita e trascritta dal romanzo originale, pubblicato unicamente a puntate, in appendice al Giornale di Sicilia, nel 1914. Dopo cento anni riprende vita in unico volume ad opera de I Buoni Cugini editori, impreziosito dai disegni di Niccolò Pizzorno.
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Pagine 954 – Prezzo di copertina € 31,00
Tutti i volumi della Collana dedicata alle opere di Luigi Natoli sono disponibili al sito ibuonicuginieditori.it
È possibile ordinare alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697 o inviando un messaggio whatsapp al 3894697296. Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Disponibili su Amazon Prime o al venditore I Buoni Cugini, su Ibs, e in tutti i siti vendita online.
Disponibili a Palermo in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour 133), Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi n. 15), Libreria Modusvivendi (Via Q. Sella n. 15), Enoteca Letteraria Prospero (Via Marche 8)
Per qualsiasi informazione: ibuonicugini@libero.it – Cell. 3457416697 – Whatsapp 3894697296
Le librerie possono acquistare contattandoci alla mail oppure possono rivolgersi al nostro distributore Centro Libri (Brescia)

Luigi Natoli: C'era ancora il cadavere del capitano... - Tratto da: Alla guerra! Romanzo storico ambientato nella Francia del 1914

C’era ancora il cadavere del capitano, col suo profilo tagliente, coi baffi grigi quasi ispidi; disteso sul letto con le mani incrociate; ed era solo, chi poteva in quel momento vegliare un morto? Ella lo guardò con un misto di pietà, di ribrezzo, di curiosità. Sedette a un angolo della camera, sopra una seggiola bassa, e si mise a recitare le preghiere. Se ci fosse stata dell’acqua benedetta nella pila di porcellana appesa al capezzale del letto! Si alzò, guardò: c’era. Tolse allora la frondicella dell’ulivo benedetto, che era infilata di traverso all’anello della piletta; ne immerse le foglie nell’acqua, e spruzzò il volto, le mani, la divisa del morto. E le parve di aver reso un pio e doveroso tributo verso di lui; le parve che il morto dovesse esserne lieto e grato. Ella se ne sentiva più sollevata; posò l’ulivo fra le mani del morto, e ritornò a sedere e a pregare. 
Ah quell’ulivo, simbolo di pace e di concordia fra gli uomini, posto dalle mani inconsapevoli di una povera contadina, fra quelle di un ucciso nella tremenda guerra di sterminio, quale profondità di significati attingeva negli abissi del pensiero! La fede ingenua, la pietà umana, si confondevano con la più feroce e spietata ironia. Era il crollare rovinoso di tutte le teorie umanitarie e sentimentali dinanzi alla realtà inesorabile; ed era anche l’eterna aspirazione a una divina armonia; pareva una protesta contro la crudeltà belluina della guerra; il vaticinio o l’augurio che dalle terre bagnate di tanto sangue umano germogliasse l’albero della pace universale...

Luigi Natoli: Alla guerra! – Opera inedita. Romanzo storico ambientato nella Francia del 1914, all’inizio della Prima Guerra Mondiale. L’opera, mai pubblicata in libro, è costruita e trascritta dal romanzo originale, unicamente pubblicato a puntate, in appendice al Giornale di Sicilia, nel 1914. Dopo cento anni riprende vita in unico volume ad opera de I Buoni Cugini editori e impreziosito dalle immagini di Niccolò Pizzorno.
Copertina di Niccolò Pizzorno
Pagine 954 – Prezzo di copertina € 31,00
Tutti i volumi della Collana dedicata alle opere di Luigi Natoli sono disponibili al sito ibuonicuginieditori.it
È possibile ordinare alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697 o inviando un messaggio whatsapp al 3894697296. Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Disponibili su Amazon Prime o al venditore I Buoni Cugini, su Ibs, e in tutti i siti vendita online.
Disponibili a Palermo in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour 133), Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi n. 15), Libreria Modusvivendi (Via Q. Sella n. 15), Enoteca Letteraria Prospero (Via Marche 8)
Per qualsiasi informazione: ibuonicugini@libero.it – Cell. 3457416697 – Whatsapp 3894697296
Le librerie possono acquistare contattandoci alla mail oppure possono rivolgersi al nostro distributore Centro Libri (Brescia)

Luigi Natoli: Udiva un mugolìo disperato che non aveva nulla di umano... Tratto da: Alla guerra! Romanzo storico ambientato nella Francia del 1914

 

"S’accostò al letto del ferito, gli sollevò con una mano il capo, con l’altra porse alle labbra riarse una tazza d’acqua… Poi gli acconciò le coperte; e ritornò al letto, e dopo essersi assicurata che il suo ufficiale dormiva, sedette di nuovo sullo sgabello, con le mani sul grembo, lo sguardo vagante sopra i letti, dove ogni tanto qualcuno si lamentava. Quanti ve n’erano!... E di là altre c’erano altre sale, e si intravedevano altri letti; e sopra, nel piano superiore ce n’erano ancora. Si sentivano dei passi andar su e giù; forse medici, infermieri; ogni tanto di fuori una voce impartiva ordini; si udiva un rotolare di carrette; un via vai frettoloso; poi qualche urlo di dolore; dei gemiti che levavano il cuore; frammezzati da improvvisi silenzi. A ogni aprir di porta entravano zaffate di odore d’acido fenico; e il vocìo si faceva più distinto e i gemiti più forti. Ella riconosceva la voce del capitano medico; e immaginava che medicasse altri. Forse estraeva altre palle. Improvvisamente i gemiti si mutavano in ululi di dolore che facevano rabbrividire. Si alzò e s’avvicinò alla porta; vide intorno al letto operatorio un gruppo di persone, che le nascondevano la vista del letto; uno dei chirurghi pareva intento a qualche cosa che Betty non poteva capire: vide però uno dei medici trascegliere di fra gli strumenti, una sega. Ella si sentì gelare il sangue, ma non si mosse; una curiosità folle la inchiodava lì, su la soglia, nell’aspettazione trepidante di qualche cosa orrenda. I suoi occhi spalancati erano costretti da una forza ineluttabile a seguire ogni gesto; i suoi orecchi a udire. Nessuno parlava. Solo, ogni tanto, qualche ordine breve, rapido, quasi sottovoce, ma il  ferito che stava in mezzo ai medici, e che Betty non vedeva, non taceva. Betty l’udiva: udiva un mugolìo disperato che non aveva nulla di umano, un rantolo che pareva squarciasse il petto; e si sentiva il cuore pieno di sgomento e di pietà. A un tratto vide una mano buttar in un canto, presso il tavolo degli strumenti, qualche cosa. Mandò un grido, chiudendo gli occhi; ma li riaprì subito e guardò. Era una gamba, una gamba umana, spezzata, sanguinante, nuda, col piede inerte, un piede tozzo, dalle dita ripiegate, come se un rabbrividimento li avesse contratti: una gamba divelta dal suo tronco, buttata là come una cosa inutile, come una cosa nociva; ed era carne umana…"


Luigi Natoli: Alla guerra!Opera inedita. Romanzo storico ambientato nella Francia del 1914, all’inizio della Prima Guerra Mondiale. L’opera, mai pubblicata in libro, è costruita e trascritta dal romanzo originale, unicamente pubblicato a puntate, in appendice al Giornale di Sicilia, nel 1914. Dopo cento anni riprende vita in unico volume ad opera de I Buoni Cugini editori e impreziosito dalle immagini di Niccolò Pizzorno.
Copertina di Niccolò Pizzorno
Pagine 954 – Prezzo di copertina € 31,00
Tutti i volumi della Collana dedicata alle opere di Luigi Natoli sono disponibili al sito ibuonicuginieditori.it
È possibile ordinare alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697 o inviando un messaggio whatsapp al 3894697296. Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Disponibili su Amazon Prime o al venditore I Buoni Cugini, su Ibs, e in tutti i siti vendita online.
Disponibili a Palermo in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour 133), Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi n. 15), Libreria Modusvivendi (Via Q. Sella n. 15), Enoteca Letteraria Prospero (Via Marche 8)
Per qualsiasi informazione: ibuonicugini@libero.it – Cell. 3457416697 – Whatsapp 3894697296
Le librerie possono acquistare contattandoci alla mail oppure possono rivolgersi al nostro distributore Centro Libri (Brescia)

lunedì 15 marzo 2021

Luigi Natoli: Benoist guardava attraverso il fumo... Tratto da: Alla guerra! Romanzo storico ambientato nella Francia del 1914

 
A un tratto le trombe squillarono; i tamburi rullarono; e allora i soldati chinarono il capo sui fucili, tesero l’occhio ai mirini. Laggiù in fondo appariva una striscia grigiastra. Una nube di fumo la ravvolse; cento, mille sibili passarono sopra la trincea; era la morte invisibile. La trincea tuonò; un tuono che si propagò per una lunghezza interminabile; si ravvolse nel fumo; una striscia bianchiccia, che si sollevava da terra, in globi che si disfacevano. 
In piedi, appoggiato alla sciabola sguainata, col binocolo sul petto, gli occhi fissi dietro le lenti, Benoist guardava, attraverso il fumo: la terra percorsa si levava con impeti; dei sassi si scheggiavano; sul capo, alle orecchie udiva continuo un sibilare strano, un miagolìo acuto e rabbioso; un frombar violento e rapido; e tuoni, e tuoni dietro a lui, dinanzi a lui; e guizzi di fiamme tra l’ondeggiare del fumo, e grida.
Passò nuovamente il maggiore, a cavallo, di trotto.
- Bravi, ragazzi!...
Ogni tanto qualcuno si lasciava cadere, pallido, con un gemito: qualche altro piombava senza neppure un grido, girando sopra sè stesso, come urtato da un colpo violento. Chi l’aveva colpito? Dinanzi a sè, oltre il fumo, Benoist vedeva la pianura deserta; solo in fondo, il paesaggio era sparso di piccoli bioccoli di fumo; uno accanto all’altro; percorso di una specie di nebbia, bassa, densa, prolungata sopra una linea. Non altro. Il nemico era quasi invisibile; ma la morte era lì, sospesa sul capo di tutti; Benoist ne sentiva la presenza; ne vedeva il gesto inesorabile; e tuttavia quel senso di orrore, di pietà, che fino a un’ora innanzi, destato dalle sue idee, gli aveva preso l’animo, ora taceva; lo spettacolo di quei soldati, che fermi al loro posto, non avevano un attimo solo di esitazione, non un gesto di debolezza, quei feriti, che si fasciavano da sé, e ritornavano al fuoco impassibili, o sorridendo; quell’offrirsi alla morte con la serenità di un dovere da compiere, che pareva dominasse la morte stessa; tutto ciò gli dava una forza nuova, una coscienza che superava quel momento, una gagliardia di spirito, per la quale sentiva crescere in sè tutte le energie della vita; un sentimento eroico, tanto più grande, quanto più non v’era difesa contro l’invisibile imminente pericolo.


Luigi Natoli: Alla guerra! – Opera inedita. Romanzo storico ambientato nella Francia del 1914, all’inizio della Prima Guerra Mondiale. L’opera, mai pubblicata in libro, è la costruita e trascritta dal romanzo originale, pubblicato unicamente a puntate, in appendice al Giornale di Sicilia, nel 1914. Dopo cento anni riprende vita in unico volume ad opera de I Buoni Cugini editori, impreziosita dalle illustrazioni di Niccolò Pizzorno.

Copertina di Niccolò Pizzorno
Pagine 954 – Prezzo di copertina € 31,00
Tutti i volumi della Collana dedicata alle opere di Luigi Natoli sono disponibili al sito ibuonicuginieditori.it
È possibile ordinare alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697 o inviando un messaggio whatsapp al 3894697296. Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Disponibili su Amazon Prime o al venditore I Buoni Cugini, su Ibs, e in tutti i siti vendita online.
Disponibili a Palermo in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour 133), Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi n. 15), Libreria Modusvivendi (Via Q. Sella n. 15), Enoteca Letteraria Prospero (Via Marche 8)
Per qualsiasi informazione: ibuonicugini@libero.it – Cell. 3457416697 – Whatsapp 3894697296
Le librerie possono acquistare contattandoci alla mail oppure possono rivolgersi al nostro distributore Centro Libri (Brescia)

 

Luigi Natoli: Non per questo offersi io la vita! Tratto da: Alla guerra! Romanzo storico ambientato nella Francia del 1914

L'automobile ansava per strade fatte ar
ride dalla crudeltà della guerra: pareva che di proposito cercasse le immagini più terribili delle devastazioni, per imprimere nella memoria di Bianca indelebilmente la vasta, orrenda visione. 
Tramontava. Un tramonto triste, fosco nel quale le nebbie rosseggiavano, e qualche raggio di sole che rompeva le nubi, pareva uno zampillo di sangue. Il   sangue della Francia che gemeva ancora sotto l'im­mane guerra. 
Giunsero a un villaggio, del quale non esisteva in piedi una sola casa. Immane mucchio di rovine deserte, che nell’ultimo bagliore crepuscolare avevano un aspetto più angosciante, l’automobile doveva andar lentamente e cautamente nel solco aperto tra le rovine pel passaggio dei carri. Quelle macerie erano irriconoscibili. Sassi sbriciolati e terriccio; di fra i quali emergeva qualche piede di tavola, o qualche trave di ferro contorto, o la spalliera di un letto. Un lembo di stoffa, uscendo di fra’ sassi, svolazzava. Dall’ombra nel quale il villaggio era scomparso, salutava forse con quel lembo di stoffa i vivi che passavano? Bianca rabbrividì. Su la parte più alta del villaggio, dove le macerie erano maggiori, qualche cosa diritta, rigida, si levava in aria. Bianca mandò un grido di spavento religioso. Era un Cristo. Un Cristo crocefisso, grande. L’ultimo guizzo di luce, estinguendosi sul suo corpo piagato, gli diede come un fremito di carne ancor vivente. Solo, nella rovina della chiesa, diritto nell’altare sepolto; solo, con le braccia aperte, col capo inchinato sul petto ferito, solo sopra la grande rovina, sopra le stragi, sopra le nefandezze; solo sopra la furia degli odii bestiali, rimaneva il Cristo nell’ultimo gesto del suo sacrificio; e parea che contemplando quelle rovine, con bocca amara mormorasse:
- Ah! non per questo offersi io la vita!
E Bianca mirò quell’immagine, che le bombe e l’incendio avevano lasciata intatta; e s’abbandonò sui cuscini del sedile piangendo e pregando.
L’automobile passò oltre.



Luigi Natoli: Alla guerra!Opera inedita. Romanzo storico ambientato nella Francia del 1914, all’inizio della Prima Guerra Mondiale. L’opera, mai pubblicata in libro, è la costruita e trascritta dal romanzo originale, pubblicato unicamente a puntate, in appendice al Giornale di Sicilia, nel 1914. Dopo cento anni riprende vita in unico volume ad opera de I Buoni Cugini editori.
Copertina di Niccolò Pizzorno
Pagine 954 – Prezzo di copertina € 31,00
Tutti i volumi della Collana dedicata alle opere di Luigi Natoli sono disponibili al sito ibuonicuginieditori.it
È possibile ordinare alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697 o inviando un messaggio whatsapp al 3894697296. Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Disponibili su Amazon Prime o al venditore I Buoni Cugini, su Ibs, e in tutti i siti vendita online.
Disponibili a Palermo in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour 133), Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi n. 15), Libreria Modusvivendi (Via Q. Sella n. 15), Enoteca Letteraria Prospero (Via Marche 8)
Per qualsiasi informazione: ibuonicugini@libero.it – Cell. 3457416697 – Whatsapp 3894697296
Le librerie possono acquistare contattandoci alla mail oppure possono rivolgersi al nostro distributore Centro Libri (Brescia)

 

Luigi Natoli: Marcia notturna. Tratto da: Alla guerra! Romanzo storico ambientato nella Francia del 1914, all'inizio della Prima Guerra mondiale

La colonna doveva raggiungere prima dell’alba Rochefort; donde, doveva in ferrovia scendere fino a Marloie, ed aspettarvi ordini.
Il comando serbava un grande silenzio sulle mosse delle truppe, per paura di indiscrezioni: i soldati non sapevan mai dove eran diretti: gli ufficiali inferiori sapevano il nome dei grandi alti più vicini che si sarebbero trovati sulla direttiva. Rochefort era il primo. Gli ufficiali intelligenti indovinavano in qualche modo qual fosse la meta.
Del resto che cosa importava saperlo prima? Importava raggiungere un dato luogo a una data ora precisa, senza un minuto di più o di meno, importava ubbidire rigidamente, senza discutere, andare innanzi; uccidere, lasciarsi uccidere... Questa era la guerra; e così bisognava farla: così la facevano i tedeschi... Ne convenivano; ma in Francia ufficiali e soldati, invece discutevano e criticavano... Era il loro difetto. Vecchio difetto. Ma questa volta bisognava discutere meno.
Intanto altri soldati, presi dal contagio s’eran messi a canticchiar anche loro. La cadenza dei passi segnava il ritmo. S’erano accordati, senza volerlo, per istinto, in un coro sommesso, che pareva venisse di sotterra; pareva la voce della terra dolente, che presentiva l’orrore del sangue; la voce della madre che accompagna il figlio lontano, sul quale incombe la minaccia della morte; la voce della gran pace umana lacerata dallo scoppio delle granate e dalle punte della baionette: ed era anche la voce del paese nativo coi suoi ricordi, con le sue care e tenere ricordanze: la chiesa, il campanile alto ad aguglia, la piazza con la farmacia e la mairie, l’officina del maniscalco e del carradore, la scuola, e più in là il mulino; il vecchio mulino dalla enorme ruota, su la quale precipitava spumeggiando l’acqua; e più in là, nell’aperta campagna, l’opificio, con gli alti camini fumanti. V’era in quel canto come l’eco del suono delle campane all’alba e alla sera; l’eco del martello picchiante sull’incudine; del fischio della sirena…
E tenere visioni si ridestavano in fondo alle anime. Chi è là? una vecchietta rugosa, sotto la cuffia dalle bianche ali delle donne di Normandia, o quella graziosa e singolare delle donne di Arles. Ella caccia con la verghetta le oche, che si dimenano sulle zampe gialle, crocchiando… Mamma Ghita?... No, non è Mamma Ghita, è invece un volto roseo di giovanetta, ombreggiato da un largo cappello di paglia infiorato di rosolacci. Ella ride… Forse no, ora non ride più: domanda al portalettere se ha una cartolina illustrata di lui…
Una commozione di tenero rimpianto penetra in quei cuori, mentre le mani stringono le armi omicide.
- Silenzio! – ordinò l’ufficiale.
Anche lui pensava; la visione aveva uno sfondo diverso; ma il sentimento che destava era forse il medesimo.
Il sottotenente Guy Vandois, uscito da Saint-Cyr da un anno, era stato incorporato nel 112° di fanteria di linea, di guarnigione a Parigi; il che gli aveva permesso di continuare a vivere nella casa paterna, e di godersi la vita gaia e turbinosa della capitale.
Doveva questa sua fortuna alle relazioni del padre, ex sotto-prefetto; il quale, avendo rinunciato a posare la sua candidatura in un collegio elettorale, in favore di uno dei più noti e autorevoli uomini di parte radicale, amico del presidente del consiglio; ed essendosi anzi cooperato, perché l’amico del presidente del consiglio riportasse una votazione quasi plebiscitaria di contro al candidato della coalizione clericale-legittimista e bonapartista, ne aveva acquistato una riconoscente e grande amicizia, che non era stata infeconda di alte e utili relazioni politiche.
L’on. Cadenat era divenuto così uno degli assidui del circolo di madama Vandois, che, non ostante i suoi quarantadue anni, era una donna piena di attrattive e ancora piacente.
Guy aveva potuto, in grazia dell’interesse materno, e per le intercessioni di M.Cadenat, ottenere di restare a Parigi; fortuna invidiatagli dagli amici, che, naturalmente, per vendicarsi un po’, attribuivano alle grazie di madama Vandois l’efficacia delle raccomandazioni.
La guerra aveva colto Guy improvvisamente, in mezzo alla sua vita gaia e spensierata...


Luigi Natoli: Alla guerra!Opera inedita. Romanzo storico ambientato nella Francia del 1914, all’inizio della Prima Guerra Mondiale. L’opera, mai pubblicata in libro, è la costruita e trascritta dal romanzo originale, pubblicato unicamente a puntate, in appendice al Giornale di Sicilia, nel 1914. Dopo cento anni riprende vita in unico volume ad opera de I Buoni Cugini editori, impreziosita dalle illustrazioni di Niccolò Pizzorno.

Copertina di Niccolò Pizzorno
Pagine 954 – Prezzo di copertina € 31,00
Tutti i volumi della Collana dedicata alle opere di Luigi Natoli sono disponibili al sito ibuonicuginieditori.it
È possibile ordinare alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697 o inviando un messaggio whatsapp al 3894697296. Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Disponibili su Amazon Prime o al venditore I Buoni Cugini, su Ibs, e in tutti i siti vendita online.
Disponibili a Palermo in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour 133), Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi n. 15), Libreria Modusvivendi (Via Q. Sella n. 15), Enoteca Letteraria Prospero (Via Marche 8)
Per qualsiasi informazione: ibuonicugini@libero.it – Cell. 3457416697 – Whatsapp 3894697296
Le librerie possono acquistare contattandoci alla mail oppure possono rivolgersi al nostro distributore Centro Libri (Brescia)

 

venerdì 12 marzo 2021

Luigi Natoli: La rivolta di Caccamo e le gesta di Vitale. Tratto da: Il Paggio della regina Bianca. Romanzo storico siciliano.

Quando, decapitato Andrea, i beni furono confiscati, e Caccamo e gli armenti del conte di Modica furono dati da re Martino a messer Galdo di Queralt, uno degli avventurieri catalani venuti col re, Caccamo si ribellò, assalì il castello, cacciò via gli ufficiali del nuovo conte e, stretta poi d’assedio, si difese gagliardamente. Il re fu costretto ad accogliere il voto dei caccamesi e a decretare Caccamo città regia, e che mai potesse venire alienata e concessa ad altro barone. Ma nove mesi dopo, cioè sul finire del 1396, fu data in feudo a don Giaimo de Prades, parente del re e grande ammiraglio del regno.
Caccamo insorse una seconda volta. Don Giaimo de Prades ebbe dal re l’incarico di sottometterla. L’assedio durò a lungo; la città stremata di forze, dovette sottomettersi e domandar perdono.
I più ostinati tra’ ribelli, esclusi dal perdono regio, giudicati fuor bando, si gittarono fra’ monti per salvar la vita, vivendo di imposizioni e di scorrerie; razziando gli armamenti in specie dei baroni di origine catalana, dando così al loro brigantaggio un colore politico, che cattivava loro le simpatie delle popolazioni.
Le rivalità fra i baroni, la necessità di avere sottomano uomini risoluti per difendersi da aggressioni o per farne, dava qua e là ricovero a quei banditi, e col ricovero la sicurezza dell’impunità.
Coloro che pativano vendette o rappresaglie se ne lamentavano col re: il re scriveva ai capitani delle città regie, impartiva ordini ai baroni, prometteva premi; ma i banditi se ne ridevano. I capitani delle città non avevano milizie; i baiuli e i giurati, – che è come dire i magistrati municipali – non avevano da parte loro alcuna ragione di perseguitare quei banditi, che, pigliandosela coi baroni, rendevano assai spesso, indirettamente, qualche buon servigio alle città.
Così essi vivevano sicuri. Non mancava loro dove dormire la notte, né dove trovare agnelli e maiali e vino e pane, e quanto potesse loro occorrere. I boschi per altro abbondavano di selvaggina.
Una mattina quegli uomini, riposando all’ombra delle querce e degli elci del Godrano, videro un uomo a cavallo, d’aspetto feroce, con le vesti a brandelli. Qualcuno lo riconobbe.
-  È Vitale! È Vitale!
L’uomo chiamato con questo nome, il quale non si era accorto di quella comitiva, alzò il capo stupefatto e sospettoso e imbrandì la picca per difendersi.
- Non mi riconoscete, Vitale – domandò chi l’aveva chiamato, che, alzandosi, gli moveva incontro con le braccia aperte e una espressione di gioia.
Vitale, ancora stupito, lo guardò bene, e alla sua volta gridò:
- Biagio?... Biagio Voltore?...
Agli abbracci, seguirono le spiegazioni. Gli altri si erano avvicinati; essi conoscevano di nome Vitale, che era stato lo scudiero devoto di messer Andrea.
Sfuggito all’arresto e alla morte, errava anche lui pei boschi come una selvaggina inseguita.
Quel giorno egli diventò il capo di quella banda, alla quale diede un nuovo indirizzo. Compiere ogni genere di rappresaglie contro quel nuovo baronaggio catalano venuto coi due Martini in Sicilia, e che a poco a poco s’andava sostituendo agli antichi baroni. Razzie di bestiame, incendi di ricolti, taglie. Quando occorreva, una freccia esperta e terribile serviva a punire gli audaci.
Le gesta di Vitale e dei suoi compagni cominciarono a diffondersi e ad acquistare un colore leggendario.
Un giorno Vitale seppe che Giovannello, il figlio del suo signore, era ancor vivo, e da Catania era stato mandato a Ciminna. Questa notizia gli empì il cuore di giubilo.
Ma una mattina Vitale cadde in potere delle milizie di Termini, e di quelle del conte di Caccamo, che per ordine del re battevano la campagna contro i banditi. Vitale sapendo che messer Guglielmo era uscito alla caccia con Giovannello, si era avventurato da solo – per non dar sospetto – col desiderio di vedere il suo giovine signore, del quale non serbava che l’immagine infantile.
Le guardie feudali del conte di Caccamo lo riconobbero; Vitale circondato, minacciato da ogni parte con le balestre (e una freccia gli aveva stracciato il giubetto) impossibilitato a difendersi, s’era dovuto rendere, ed era stato portato al castello di Termini, per aspettarvi gli ordini del re.
I compagni lo aspettarono invano. Seppero verso sera dalle loro spie che Vitale era stato preso: la notizia li addolorò, sapendo bene quale sorte sarebbe toccata al fedele scudiero; ma non si sciolsero né rinunciarono al loro disegno, parendo loro di dover compiere il voto di Vitale, divenuto ora doppiamente sacro.
Così, venuta la festa del venerdì santo, essi divisarono di mettere ad effetto il loro disegno.

Luigi Natoli: Il Paggio della regina Bianca – Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo del 1401, quando è appena tramontata la grande epoca chiaramontana. L’opera è ricostruita e trascritta dal romanzo originale pubblicato della casa editrice La Gutemberg nel 1921.
È la presunta storia di Giovannello Chiaramonte, figlio di Andrea, che cerca di risollevare la gloria del suo casato contro il gran giustiziere Bernardo Cabrera, il re Martino e la regina Bianca di Navarra.
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Pagine 702 – Prezzo di copertina € 22,00
Tutti i volumi sono disponibili al sito ibuonicuginieditori.it
È possibile ordinare alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697 o inviando un messaggio whatsapp al 3894697296. Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Disponibili su Amazon Prime o al venditore I Buoni Cugini, su Ibs, e in tutti i siti vendita online.
Disponibili a Palermo in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour 133), Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi n. 15), Libreria Modusvivendi (Via Q. Sella n. 15), Enoteca Letteraria Prospero (Via Marche 8)
Per qualsiasi informazione: ibuonicugini@libero.it – Cell. 3457416697 – Whatsapp 3894697296
Le librerie possono acquistare contattandoci alla mail oppure possono rivolgersi al nostro distributore Centro Libri (Brescia) 

mercoledì 10 marzo 2021

Luigi Natoli: Pensiero di Giovanni Meli detto L'abate. Tratto da: L'abate Meli.

“Saggio è colui che parla poco e opera molto e bene; e che si è educato alla scuola dell’esperienza, dello studio, delle avversità; chi non insuperbisce di sé stesso, chi non mente, chi ama e si lascia amare, chi gode e lascia godere; chi non attuffa la vita nella malinconia o nella bile; chi insomma ubbidisce ai sacri dettami della natura e a quella conforma la sua vita. 
“Saggio è infine chi più di ogni altro bene apprezza la pace, e tutto fa per conquistarla: poiché nella pace dell’animo è la felicità della vita, e per la pace, tu puoi gustare le gioie continue che la vita alimentano”.

Giovanni Meli detto l'Abate.


Luigi Natoli: L’abate Meli – Il volume raccoglie totalmente quanto Luigi Natoli scrisse sull'Abate Meli, ovvero: il romanzo storico L’Abate Meli, costruito e trascritto dal romanzo pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal 19 settembre 1929, la trascrizione dell'opera "Giovanni Meli. Studio critico" pubblicato dalla tipografia del giornale "Il tempo" diretta da Pietro Montaina del 1883 e una raccolta di poesie di Giovanni Meli tratte da Musa Siciliana pubblicato dalla casa editrice Caddeo nel 1922; tutte le poesie sono corredate di traduzione in italiano a fronte a cura di Francesco Zaffuto.
Copertina di Niccolò Pizzorno
Prezzo di copertina € 25,00
Tutti i volumi sono disponibili al sito ibuonicuginieditori.it
È possibile ordinare alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697 o inviando un messaggio whatsapp al 3894697296. Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Disponibili su Amazon Prime o al venditore I Buoni Cugini, su Ibs, e in tutti i siti vendita online.
Disponibili a Palermo in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour 133), Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi n. 15), Libreria Modusvivendi (Via Q. Sella n. 15), Enoteca Letteraria Prospero (Via Marche 8)
Per qualsiasi informazione: ibuonicugini@libero.it – Cell. 3457416697 – Whatsapp 3894697296
Le librerie possono acquistare contattandoci alla mail oppure possono rivolgersi al nostro distributore Centro Libri (Brescia)

Luigi Natoli: Giovanni Meli. Il volume raccoglie il romanzo storico "L' Abate Meli", lo studio critico "Giovanni Meli" e la raccolta di poesie tratte da Musa siciliana.

Don Giovanni Meli, se ne stava nel suo studio mode­stamente arredato scartabellando un volume di medicina per una consulta che doveva fare. Era medico. 
In quel tempo abitava una casa die­tro il coro della Chiesa dell'Olivella, casa modesta, dove erano vissuti suo padre, sua madre, due zie che erano morti, e l'avevano lasciato con due fra­telli, Stefano e Tommaso che si era fat­to frate nei domenicani e una sorella pazza.
Giovanni era il dotto della fami­glia, e il suo nome era famoso in tut­ta la Sicilia, come quello di un gran poeta.
Era un uomo di circa 50 anni, di statura media, bruno di volto, coi ca­pelli quasi neri, con parecchi fili d'ar­gento tirati indietro e legati con un na­stro, gli occhi nerissimi, vivaci; un'aria modesta, non curante di sè, ma pulita. Vestiva di nero, alla guisa degli abati ed infatti lo chiamavano «l'abate Me­li». Ma non lo era, anzi non era nep­pure chierico, nè aveva i quattro ordi­ni e la tonsura, che prese l'ultimo an­no di sua vita per ottenere l'abazia che non ottenne. Era semplicemente il «dottor Meli», e si vestiva da abate per avere libero accesso nei monasteri, do­ve non si entrava, se non si appartene­va alla Chiesa, in un modo qualunque.
Era già il celebre poeta che le dame si disputavano; ed egli non solo frequentava volentieri le riunioni, dove il gusto, la finezza, la si­gnorilità, davano esca alle sue odicine, che lo avevano fatto battezzare «il nuo­vo Anacreonte», ma accoglieva, forse in armonia col passato, gl'inviti della baro­nessa, più per abito che per curiosità. Ora attraversava le sale, osservando, aguzzando l'ingegno, sorridendo, con quella faccia serena, che le sventure del­la vita non osavano intaccare. Egli era conosciutissimo, passando, udiva parla­re di sè: – Abate Meli! – di qua e di là; la voce pubblica lo teneva per abate, ed egli non se ne faceva.
Vestito di nero, con l'aria di Abate, faceva un forte contrasto con la varie­tà dei colori vaghissimi. Pareva un ca­labrone in mezzo ai fiori; ma se parla­va, la giocondità che spandeva, riman­giava il paragone. Quella sera, in veri­tà non era di buon umore, la confiden­za di fra Francesco e la ricerca di quel nipote a cui doveva dare il plico del frate; e poi la morte di questo, l'aveva­no occupato per mezza giornata. La se­ra la preoccupazione era cessata, ma era rimasta quella tale melanconia in­definita, lasciatagli come retaggio. 
Era innocuo, viveva astraendosi dal commercio degli affa­ri, contando solo su quelli che gli pro­curava la professione di medico, che per lui era veramente umanitaria, non aveva che ammiratori e pochi amici, be­neficava quando poteva, aveva il cuore sensibilissimo. 
Di tanto in tanto in quella che scar­tabellava, guardava, pensando, nella parete, di contro, ove era una libreria con pochi volumi di medicina e molti di letteratura. In quegli sguardi forse c'era un pen­siero medico, per la consulta che dove­va farsi, o piuttosto c'era un'immagine poetica che egli perseguiva, e che si frammezzava alla medicina?

Luigi Natoli: L’abate Meli – Il volume raccoglie totalmente quanto Luigi Natoli scrisse sull'Abate Meli, ovvero: il romanzo storico L’Abate Meli, costruito e trascritto dal romanzo pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal 19 settembre 1929, la trascrizione dell'opera "Giovanni Meli. Studio critico" pubblicato dalla tipografia del giornale "Il tempo" diretta da Pietro Montaina del 1883 e una raccolta di poesie di Giovanni Meli tratte da Musa Siciliana pubblicato dalla casa editrice Caddeo nel 1922; tutte le poesie sono corredate di traduzione in italiano a fronte a cura di Francesco Zaffuto.
Copertina di Niccolò Pizzorno
Prezzo di copertina € 25,00
Tutti i volumi sono disponibili al sito ibuonicuginieditori.it
È possibile ordinare alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697 o inviando un messaggio whatsapp al 3894697296. Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Disponibili su Amazon Prime o al venditore I Buoni Cugini, su Ibs, e in tutti i siti vendita online.
Disponibili a Palermo in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour 133), Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi n. 15), Libreria Modusvivendi (Via Q. Sella n. 15), Enoteca Letteraria Prospero (Via Marche 8)
Per qualsiasi informazione: ibuonicugini@libero.it – Cell. 3457416697 – Whatsapp 3894697296
Le librerie possono acquistare contattandoci alla mail oppure possono rivolgersi al nostro distributore Centro Libri (Brescia)


Luigi Natoli: La festa della Madonna della Lettera. Tratto da: I Cavalieri della Stella o La caduta di Messina. Romanzo storico siciliano

Era questa una delle feste più solen­ni che si celebravano in Messina, e dopo quella dell'Assunta, era la più importan­te, come quella che celebrava, niente­meno! il giorno in cui la Madre di Gesù, proprio lei, inviava ai Messinesi con una lettera, scritta di suo pugno, una ciocca dei suoi biondi capelli.
La lettera scritta il 3 giugno dell'an­no 42, fu data a due ambasciatori che i Messinesi, volendo convertirsi alla nuo­va fede avevano spedito alla madre di Gesù in Gerusalemme.
L'autenticità di questa lettera e della ciocca dei capelli non fu messa menoma­mente in dubbio; nessuno volle accor­gersi dello strafalcione cronologico che essa contiene; e dire che la lettera fu fab­bricata dall'umanista Lascaris nel secolo XV, pare anche oggi una bestemmia ai fedeli Messinesi; peggio poi pensare a qual capo poté essere tolto il capello che custodito in un'urna di cristallo di rocca, è per così dire, il palladio della città.
Si capisce come, aggiustando fede a una impostura, la festa che celebrava un avvenimento unico, orgoglio di Mes­sina, della quale la Vergine stessa si di­chiarava protettrice (Protectricem nos esse volumus) dovesse venire celebrata con le maggiori magnificenze.
Tutte le strade si addobbavano di drappi e di arazzi, magnifici di disegni e di ricami d'oro e d'argento quelli pen­denti alle finestre dei palazzi e dei mona­steri, rallegrati da ghirlande e da festoni di fiori quelli poveri delle umili case po­polari. Sopra antenne rizzate di proposi­to, sventolavano bandiere variopinte, e qua e là, nei crocicchi si elevavano archi di trionfo. Ogni tanto un altare ornato riccamente, con una immagine della Madonna; e intorno altri arazzi, altri fe­stoni, e fiori e sete e oggetti preziosi.
Le botteghe degli orafi e dell'arte della seta, vale a dire delle due maestran­ze più ricche e più potenti, si tramutava­no in gallerie fantastiche, che offrivano spettacoli meravigliosi di magnificenza, per le ricchezze che vi si mettevano in mostra. E poi, da per tutto, nelle finestre, nei balconi, dinanzi alle porte, intrec­ciati tra i festoni, lumi, lumi e lumi, che accesi la sera, spandevan tanta luce da fare, come scrive un cronista del tempo, “scorno al più fitto meriggio”. Ma ciò che formava la singolarità di quella festa era la esposizione di quadri, di statue, di nuova invenzione, ogni an­no; e che talvolta avevan argomento reli­gioso, ma più spesso erano allegorie, il si­gnificato delle quali non sfuggiva al popolo.
Quella era una delle processioni più strepitose, che si svolgeva per una lunga teoria di confraternite, di conventi e di preti, col capitolo del Duomo, il Sena­to, gli ufficiali della città, un lungo segui­to di gentiluomini e i Cavalieri della Stel­la, che godevano lo speciale privilegio di condurre la reliquia anche per la loro fe­sta, che cadeva il 6 gennaio, giorno dell'Epifania. I famosi capelli della Madonna nel­la loro custodia di cristallo, eran portati sopra un fercolo o macchina di argento, splendente di ceri, sotto un baldacchino di seta, tra i canti del clero e il fumo degli incensi e il rullìo dei tamburi, mentre su pel cielo squillavano le campane delle chiese.



Luigi Natoli: I Cavalieri della Stella o La caduta di Messina – Romanzo storico siciliano ambientato a Messina durante la rivoluzione e la carestia che colpì la città dal 1672 al 1679. L’opera, che vede al centro l’Accademia dei Cavalieri della Stella, è costruito e trascritto dal romanzo originale pubblicato a puntate, in appendice al Giornale di Sicilia nel 1908.
Copertina di Niccolò Pizzorno
Pagine 947 – Prezzo di copertina € 26,00
Tutti i volumi sono disponibili al sito ibuonicuginieditori.it
È possibile ordinare alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697 o inviando un messaggio whatsapp al 3894697296. Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Disponibili su Amazon Prime o al venditore I Buoni Cugini, su Ibs, e in tutti i siti vendita online.
Disponibili a Palermo in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour 133), Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi n. 15), Libreria Modusvivendi (Via Q. Sella n. 15), Enoteca Letteraria Prospero (Via Marche 8)
Per qualsiasi informazione: ibuonicugini@libero.it – Cell. 3457416697 – Whatsapp 3894697296
Le librerie possono acquistare contattandoci alla mail oppure possono rivolgersi al nostro distributore Centro Libri (Brescia)

 

lunedì 8 marzo 2021

Luigi Natoli: "Va, tu sei guarito" Le teorie sulla medicina del Conte di Cagliostro. Tratto da: Cagliostro e le sue avventure.

 Le malattie son dentro; s’annidano nelle viscere, nel sangue, nei nervi, in tutto quello che è celato ai nostri occhi, e di cui non possiamo avere la visione precisa. Ma l’anima di chi è ammalato vede e sa dove il corpo è ammalato e di che; bisogna dunque, più che l’invisibile del corpo, leggere nell’anima, domandare all’anima la sede delle sofferenze, ricercare nel suo muto linguaggio la rivelazione di ciò che è celato ai nostri sensi limitati. 
Questo io facevo. Mi bastava guardare fisso negli occhi l’ammalato perché una luce si facesse nella mia mente, e io vedessi il suo male, e acquistassi la sicurezza di vincerlo. Questa sicurezza passava dal mio spirito in quello dell’ammalato: egli se ne andava con la medicina da me somministrata, pienamente certo di guarire. 
Ho detto che io somministravo le medicine; di fatto io non davo le ricette scritte; poiché queste costituivano già un segreto, non era conveniente né utile metterle in mano di uno speziale, che avrebbe potuto servirsene per fabbricare specifici a suo benefizio: i quali, oltre al danno materiale, me ne avrebbero recato uno morale molto maggiore, giacchè somministrati a caso, senza conoscer veramente la natura del male, cui io adottavo la medicina, avrebbero con l’insuccesso e anche, forse, con la morte, messo in discredito i miei rimedi e me. Io mi provvedevo delle erbe, degli estratti, delle polveri, di tutto ciò che era necessario; fabbrica­vo da me, coi processi alchimici l’olio di zucchero; componevo le me­dicine, in forma di beveraggi o di pillole, la cui formula, per ciò, rimaneva un mio segreto. Il che per altro ne aumentava il valore. Se la gente avesse saputo che, per esempio, in quelle pillole mira­colose c’entrava della polvere di radici di cicoria, di indivia, di calcitropia,  o anice o aloe, o altre cose così semplici e di niun costo, avrebbe perduto la fede nella mia medicina, e l’avrebbe disprezzata. Il mistero del segreto invece le dava maggior credito e mi permetteva di farla pagare ai ricchi un prezzo veramente favoloso. I ricchi pagavano pei veramente poveri, ai quali som­ministravo gratuitamente i medicinali. 
A nessuno domandavo un compen­so per le mie visite. Naturalmente i veri poveri rimuneravano la mia gene­rosità con benedizioni sincere; i bor­ghesi, per la natural albagia spagnola, non volendo parere ingrati o pitocchi, mi ricambiavano con regali  di polli, salsicce, formaggi, vini, stoffe, sicchè non spendevo più nulla per il mio vitto quotidiano; i ricchi, i signori, si di­sobbligavano magnificamente con regali di gioielli e di argenteria. Nella preparazione dei medicinali non mi facevo aiutare da nessuno, sal­vo che un po’ da Lorenza. Io li preparavo di notte. 
Io non avevo bisogno di interrogare gli ammalati per capire qual fosse la loro malattia; se rivolgevo qualche domanda era per seguir l’usanza dei medici, e per dare una soddisfazione agli ammalati stessi: ma in verità mi bastava guardarli fissi, perché la natura delle loro sofferenze mi si rivelava come in un libro. Era una specie di divinazione, che stupiva anche me stesso. Così non sentivo il bisogno di ricorrere a medicine: invocavo l’ispirazione del cielo, imponevo le mani sul capo dell’ammalato, gli dicevo: 
- Va tu sei guarito. 
Come avvenisse non so; il fatto è che se ne andavano veramente guariti. Ciò aveva del miracoloso; il popolo diceva che io ero un santo o un mago. Ma un mago non invoca Dio, e non compie opere di carità. Io oltre a guarire i poveri, davo loro dei soccorsi di danaro; dunque ero un santo!... 
Voi non potete immaginare la folla che assediava la mia casa; empiva l’ingresso, la corte, il vestibolo, il salone. Centinaia di sventurati privi d’ogni soccorso. Io li ascoltavo a uno a uno, senza perdere una parola; entravo nel laboratorio per un istante e ne ritornavo con una quantità di medicine, che dispensavo, dando a ciascuno la sua e ripetendogli quel che egli aveva riferito del suo male. La mia memoria era veramente prodigiosa. 
Donde e come nascesse non so, ma ero animato da uno spirito di carità straordinario. A una povera donna, venuta a implorare il mio soccorso, perché aveva il marito in prigione per debiti, diedi il denaro per liberarlo. Questo e altri fatti simili e la mia generosità verso gli ammalati poveri, rialzarono la mia figura e davano un prestigio d’evangelo alle mie parole; cosicchè il mio apostolato per diffondere la massoneria egiziana, ed essere riconosciuto come il Gran Cofto, trovava un terreno favorevole.



Luigi Natoli: Cagliostro e le sue avventure – Romanzo storico siciliano ambientato nel 1700. È la storia di Giuseppe Balsamo, alias Conte di Cagliostro, narrata dal protagonista come la lettura di un Diario. L’opera, in una edizione totalmente restaurata dal titolo all’indice, è costruita e trascritta dal romanzo originale pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia nel 1914.
Copertina di Niccolò Pizzorno
Pagine 881 – Prezzo di copertina € 25,00
Tutti i volumi sono disponibili al sito ibuonicuginieditori.it
È possibile ordinare alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697 o inviando un messaggio whatsapp al 3894697296. Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Disponibili su Amazon Prime o al venditore I Buoni Cugini, su Ibs, e in tutti i siti vendita online.
Disponibili a Palermo in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour 133), Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi n. 15), Libreria Modusvivendi (Via Q. Sella n. 15), Enoteca Letteraria Prospero (Via Marche 8)
Per qualsiasi informazione: ibuonicugini@libero.it – Cell. 3457416697 – Whatsapp 3894697296
Le librerie possono acquistare contattandoci alla mail oppure possono rivolgersi al nostro distributore Centro Libri (Brescia)

Luigi Natoli: Il prigioniero. Tratto da: Cagliostro e le sue avventure

Il prigioniero era un uomo di una cinquantina d’anni, dai lineamenti energici, ma d’aspetto logoro ed emaciato; la fronte ampia e piana, il naso leggermente curvo all’apice e largo alla base, gli occhi neri, profondi, con un lampeggiare strano fra le ciglia nere e spesse; la mascella quadrata, parevano gli avanzi di una bellezza maschia e dominatrice; simili ai ruderi di un antico nobile edificio, rovinato dalle ingiurie degli uomini e del tempo. 
A giudicarne dallo spazio occupato nel letto, doveva essere di statura piuttosto bassa; ma aveva l’ossatura delle spalle larga e il petto ampio sebbene scarno. Nell’insieme rivelava una costituzione forte e vigorosa, resistente ancora ai patimenti che ne consumavano la carne e ne scoloravano il sangue.
Da quando era entrato nel forte, ed eran quattro anni, dopo un processo laborioso, Giammaria era la prima persona con la quale discorreva; per quattro anni era stato relegato nel silenzio della segreta, guardato con disprezzo e terrore; oggetto di scherni e di crudeltà, contro le quali non poteva reagire. Nessuno doveva parlare con lui; neppure il barbiere, che una volta al mese radeva i prigionieri, non già per igiene o per decenza, ma perché la barba era segno di giacobinismo.
Aveva dovuto infingere una rassegnazione che non sentiva; ma era forse effetto della debolezza fisica, questa che gli pareva forza di rassegnazione.
La condanna era crudele; oltre alla segregazione in quella piccola, fetida, umida segreta, senza altro mobile che un banco di pietra sul quale era disteso uno schifoso pagliericcio; era obbligatorio il digiuno rigoroso per tre giorni della settimana: pane e acqua negli altri, una minestra di legumi nauseabonda le domeniche. La sua salute ne aveva sofferto; i suoi muscoli, la sua carne se ne erano logorati.
Egli non poteva sorreggersi con la speranza di una liberazione prossima o lontana che fosse.



Luigi Natoli: Cagliostro e le sue avventure – Romanzo storico siciliano ambientato nel 1700. È la storia di Giuseppe Balsamo, alias Conte di Cagliostro, narrata dal protagonista come la lettura di un Diario. L’opera, in una edizione totalmente restaurata dal titolo all’indice, è costruita e trascritta dal romanzo originale pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia nel 1914.
Pagine 881 – Prezzo di copertina € 25,00
Tutti i volumi sono disponibili al sito ibuonicuginieditori.it
È possibile ordinare alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697 o inviando un messaggio whatsapp al 3894697296. Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Disponibili su Amazon Prime o al venditore I Buoni Cugini, su Ibs, e in tutti i siti vendita online.
Disponibili a Palermo in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour 133), Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi n. 15), Libreria Modusvivendi (Via Q. Sella n. 15), Enoteca Letteraria Prospero (Via Marche 8)
Per qualsiasi informazione: ibuonicugini@libero.it – Cell. 3457416697 – Whatsapp 3894697296
Le librerie possono acquistare contattandoci alla mail oppure possono rivolgersi al nostro distributore Centro Libri (Brescia)

mercoledì 24 febbraio 2021

Luigi Natoli: Scorci di rivoluzione e immagini di carestia. Tratto da: I Cavalieri della Stella o La caduta di Messina.

 
In quel punto i dodici cavalie­ri, che fino allora avevano molestato il fianco della colonna spagnola, entrava­no nella mischia, gittando i cavalli ad­dosso ai nemici, tempestandoli di colpi. Il gruppo prese proporzioni michelan­giolesche... La furia dei Cavalieri della Stella, l'impeto dei messinesi aveva avuto ragio­ne sul numero dei nemici: incalzati, deci­mati, quei militi esperti di pugne volsero le spalle a un nemico men numeroso, inesperto di guerre, ma di gran cuore. 
La città offriva uno spettacolo grandioso e terribile in quell’ultima notte dell’anno 1674, che poteva anche essere l’ultima della sua rivoluzione e delle sue libertà... 

L'aspetto di Messina era desolante; per le strade torme di gente sparuta, nera, dagli occhi lucenti di tutte le brame e di tutti i tormenti; erravano come spettri in una città di morti; i più armati: donne dal petto inaridito si trascinavano, mal reg­gendo il lattante, che invano sollecitava, e volgevano gli occhi avidi, se mai tra le spazzature vedessero un avanzo di quel cibo a cui era ridotta la città. Non di rado qualcuno cadeva sfini­to sulla strada, e lì moriva: la pietà non poteva altro che chiuder gli occhi al ca­davere e portarlo al piano di S. Ranieri, diventato enorme e insaziato cimitero. La vigilia di Natale, per celebrar la solennità religiosa, fu distribuita una razione di due once di baccalà; e la mattina dopo, per la festa due once di carne equi­na e due di biscotto muffito, e parve una gran cosa: un desinare di un po' di pane pessimo e di olive salate costava al ca­stellano del forte del Salvatore, che era un nobile, da due a tre onze, vuol dire da venticinque a trentasette lire di moneta nostra, le quali pei prezzi ordinari delle derrate a quei tempi, valevan dieci volte tanto. 
- Ancora, disse Gregorio; ci son cavalli, muli, asini; quando finiranno questi ammazzeremo i cani, i sorci, i gatti; quando non avremo più nulla i vi­vi mangeranno i morti; ma rendersi, mai!... 

Di simili esempi d'eroismo la storia di Messina abbonda.

Luigi Natoli: I Cavalieri della Stella o La caduta di Messina – Romanzo storico siciliano ambientato a Messina durante la rivoluzione e la carestia che colpì la città dal 1672 al 1679. L’opera, che vede al centro l’Accademia dei Cavalieri della Stella, è costruito e trascritto dal romanzo originale pubblicato a puntate, in appendice al Giornale di Sicilia nel 1908.
Copertina di Niccolò Pizzorno
Pagine 947 – Prezzo di copertina € 26,00
Tutti i volumi sono disponibili al sito ibuonicuginieditori.it
È possibile ordinare alla mail ibuonicugini@libero.it, al cell. 3457416697 o inviando un messaggio whatsapp al 3894697296. Consegna a mezzo corriere in tutta Italia
Disponibili su Amazon Prime o al venditore I Buoni Cugini, su Ibs, e in tutti i siti vendita online.
Disponibili a Palermo in libreria presso:
La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour 133), Nuova Ipsa (Via dei Leoni 71), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi n. 15), Libreria Modusvivendi (Via Q. Sella n. 15), Enoteca Letteraria Prospero (Via Marche 8)
Per qualsiasi informazione: ibuonicugini@libero.it – Cell. 3457416697 – Whatsapp 3894697296
Le librerie possono acquistare contattandoci alla mail oppure possono rivolgersi al nostro distributore Centro Libri (Brescia)