giovedì 12 marzo 2026

Luigi Natoli: Santa Miloro, l'eroina del 12 gennaio 1848. Tratto da: Donne e rivoluzioni. Raccolta di scritti sulle donne nelle rivoluzioni siciliane.


La mattina del 12 gennaio 1848, mentre scoppiavano le prime fucilate e un pugno di giovani, con audacia senza pari, sfidava le truppe borboniche, una giovane donna fu vista percorrere le strade di Palermo, chiamando alle armi i neghittosi, spronando i timidi, e distribuendo coccarde tricolori. 
Sola, armata della sua bellezza, non paventando le armi, come sicura del destino, a quella rivoluzione scoppiata con cavalleresca puntualità – esempio unico – aggiungeva un sapore di romanzo e di poesia. 
Quella donna era Santa Diliberto, rimasta vedova a venti anni di un Astorina, e passata dopo non molto in seconde nozze con Pasquale Miloro, uno dei cospiratori e dei pochi giovani usciti quella mattina, con le armi in pugno, per far la rivoluzione. 
Poche donne erano così note in Palermo come “donna Santuzza”. Ella doveva la sua notorietà a tre cose: la sua bellezza, la sua eleganza semplice ma originale, il suo negozio di guanti. 
Non v’erano in Palermo guanti migliori di quelli di “donna Santa”, né v’era chi sapesse montare con maggior gusto un ombrellino; quei graziosi ombrellini che usavano nel 1840, simili a ninnoli. Il suo laboratorio aveva venti tagliatori di guanti; le cucitrici erano un centinaio. Aveva la bottega in via Cintorinai, proprio dove c’è ora il magazzino Langer; e quella bottega era sempre affollata. Tutta la nobiltà di Palermo – e anche quella dell’isola – si serviva di guanti, d’ombrellini, di ventagli da donna Santa: allora non c’era il vezzo di ritirar la roba da Parigi, e nei nostri operai e nei nostri industriali si riconosceva gusto, abilità, precisione. Senza fare una politica doganale protezionista, si proteggevano col fatto le industrie paesane. 
Donna Santa sedeva al banco: la sua beltà illuminava la bottega, vi diffondeva un fascino sottile e penetrante, ne faceva come un delubro consacrato alla venustà e alla grazia muliebre. 
Ella era alta e slanciata. I capelli bruni, copiosi, spartiti sulla fronte, raccolti intorno alle tempia e negli orecchi le incorniciavano il volto ovale e bianco. Il naso piccolo, appena appena arcuato, gli occhi grandi, neri, sereni; la bocca un po’ sottile, piccola, impressa d’un tenue sorriso. Nell’insieme una espressione di dominio, non superbia, ma la coscienza della propria beltà suscitatrice di ammirazioni, di desideri; dominio di incantatrice, sicura del proprio potere sulla turba degli uomini. 
Tale essa balza all’immaginazione, alla vista, di una fotografia di cinquanta e più anni fa, quando matura d’anni, nella pienezza delle forme aveva preso qualcosa di più imperioso e magnifico. 
L’avevano sposata fanciulla, poco men che sedicenne a un Astorina; era rimasta vedova a venti anni. 
Vedova, bella, a venti anni, con una industria fiorente, qual folla di aspiranti e quali tentazioni non dovevano circondarla? quali insidie non avvilupparla?
Ma donna Santa era saggia ed avveduta. 
- Io – mi diceva – non avrei sposato mai un uomo che avesse potuto parere un coperchino; volevo un uomo serio, un uomo che avesse imposto rispetto; ed ecco perché accettai la mano di Pasquale Miloro, e diventai la signora Miloro!...
Ho scritto “mi diceva”. Ebbene, sì; donna Santa, il rudere di questa bellezza, la dispensatrice delle coccarde all’alba del 12 gennaio, questa unica e sola superstite del manipolo che iniziò la rivoluzione famosa, questa figura eroica e poetica della giornata memoranda, che non le belle mani statuarie diffondeva il simbolo delle libertà e affrontava le fucilate, è ancor viva, e nei suoi novantasei anni ancora svelta; e sebbene un po’ curva, ancora aitante; e malgrado le rughe solchino la sua fronte e gli occhi non abbiano più i lampi di una volta, con la mente ancor lucida e i ricordi vivaci; e non ostante da mezzo secolo viva nella solitudine, dimenticata, sopravvissuta alla sua storia, con gli entusiasmi giovanili nell’animo rimasto ancora rivoluzionario del ‘48. 
Io sono andata a trovarla nella sua casa – un pianterreno al numero 33 della via Volturno. Era seduta in un’ampia poltrona; e appena mi vide entrare si alzò e mi porse le mani affabilmente. Io volevo udire dalla sua bocca l’episodio del 12 gennaio: ma prima di parlare, ella andò a prendere da un cassetto un libro, lo aprì e me lo porse: 
- Legga, legga! – mi disse. 
Il libro era la Raccolta di scritture, proclami, memorie della rivoluzione, stampato nel 1848; e la pagina mostratami conteneva un cenno encomiastico di Santa Miloro, additata alla pubblica ammirazione, e riconosciuta benemerita della patria. 
- Vede chi son io? – aggiunse poco dopo, con un certo tono di orgoglio nel quale c’era anche un po’ di vanità – Io sono stata una di coloro che liberarono la patria dalla tirannia!...



Luigi Natoli: Donne e rivoluzioni. Raccolta di scritti sulle donne nelle rivoluzioni siciliane. 
La raccolta, che mette al centro la figura della donna nel Risorgimento siciliano, comprende:
La conferenza "Donne e rivoluzioni" tenuta il 12 gennaio 1895 nella Reale Scuola Normale Superiore Femminile "Regina Margherita" in occasione dell'anniversario della rivoluzione del 12 gennaio 1848, pubblicata nello stesso anno con la Tipografia Barravecchia e Figlio di Palermo.
-) L'articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia il 4 luglio 1910 "L'eroina del 12 gennaio" su Santa Diliberto coniugata Miloro.
-) L'articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia il 19 agosto 1910 su "Le donne nella rivoluzione del 1860".
-) L'articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia il 26 agosto 1910 su Lucia Salvo, detta "Lucia la siracusana"
-) L'articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia l'8 settembre 1910 su Peppa la barcellonese. 
In appendice i testi integrali delle poesie citate da Luigi Natoli con una breve biografia delle poetesse Giuseppina Turrisi-Colonna, Lauretta Li Greci e Concettina Ramondetta Fileti e dal volume Strenna pel 12 gennaro 1849, sempre citato dall'autore, il testo Su gli asili infantili di Concetta Strina, dove è spiegato il nobile scopo della Legione delle Pie Sorelle
Il libro è corredato da una piccola galleria fotografica. 
Il quadro di Santa Miloro è esposto al Museo del Risorgimento, Società Siciliana di Storia Patria - Piazza San Domenico 1 - Palermo

Pagine 145 - Prezzo di copertina euro 15,00
Copertina di Niccolò Pizzorno. 
Il volume è disponibile: 
-) dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it 
-) su tutti gli store online. 
-) In libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour). 

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