Fin dai primi giorni del ‘48, intesero che a loro la patria assegnava nobilissimo ufficio. Formarono la Legione delle Pie Sorelle. Una nobile falange di signore, a capo delle quali era quella gentilissima che fu la principessa di Trabia e di Butera. Più tardi l’ira della polizia Borbonica nei suoi rapporti segnalò questa Legione delle Pie Sorelle, come un’accolta di «sediziose»; ma intanto queste «sediziose» andavano per gli ospedali, scendevano nei tuguri, percorrevano le vie desolate dalla strage, non di sè curanti ma degli altri; perché dalla loro carità i difensori attingessero forza e coraggio, i dolori sopportassero con animo forte, a nuovi cimenti accorressero.
Quando i regi, ridotti nella cittadella di Messina, sgombraron l’isola, e parve che la Sicilia avesse riacquistata la sua indipendenza, le Pie Sorelle pensarono agli umili, ai poverelli, all’infanzia.
In una Strenna, stampata nel 12 gennaio 1849, la signora Concetta Strina preludeva con queste parole:
«Vogliamo occuparci non solo dei poveri, degli ammalati, dei sofferenti tutti, ma ancora dell’educazione dei fanciulli del volgo... Noi Pie Sorelle ce ne daremo la cura, ne addosseremo le fatiche; i posteri ne godranno il frutto! ma benedetta sarà la nostra memoria, e dall’eternità ove i secoli sembran giorni, noi godremo del bene che un dì facemmo alla patria; florida allora, capace di reggersi da sola, darà al mondo, come una volta, sommi ingegni, portenti di intelletto... A combattere l’oppressore è bastato il coraggio, e vincemmo; facciasi però che questo popolo di eroi per istinto, lo divenga per elezione e conoscenza di sé stesso».
Ma a tanto ufficio l’infuriare della reazione impedì che le “sediziose” avessero potuto volgere l’opera: elleno furono disperse. I rapporti della polizia le dipinsero coi colori più neri, e preclusero loro ogni via di tornar in patria: alla principessa di Trabia e Butera fu negato di venire in Palermo, perché nella rivoluzione «teneva un club di donne sovversive». A Marietta Bracco-Ferrata, a Teresa Amari, a Marianna D’Ondens-Cottù, perché sospettate «mezzo di corrispondenze criminose», «emissarie dei demagoghi», «favoreggiatrici della rivoluzione e gradite ai novatori». Ma esse da lontano cospirarono; e tornarono, e videro l’alba del 27 maggio; e Garibaldi, che aveva saputo ciò che le donne siciliane avevano fatto nei giorni della lotta, che le aveva veduto al letto dei suoi volontari tramutarsi in infermiere, rivolgeva loro un caldo appello; a loro raccomandava gli orfani e i lattanti; a loro che aveva veduto «belle di sdegno e di patriottismo nell’ora del pericolo».
Dalla "Strenna pel 12 gennaro: su gli Asili Infantili di Maria Concetta Strina. In appendice al libro.
"Tutta di carità è la nostra istituzione; ella è dunque la più santa. È vero che non mancano i maldicenti, che si lusingano procacciarsi il nome di persone di spirito, solo perché mettono in caricatura quello che non sono essi capaci di apprezzare, e meno d’imitare. Il nostro scopo è tutto di filantropia; vogliamo occuparci non solo dei poveri, degli ammalati, dei sofferenti, ma ancora dell’educazione dei fanciulli del volgo negli stabilimenti degli Asili Infantili.
Una tale premura è scevra per noi d’ogni sentimento d’orgoglio, o personale interesse, perché non saremo noi quelle che potremo arrivare a godere i vantaggi di un popolo educato e incivilito.
Se ogni donna è nell’obbligo di coltivare quella parte d’ingegno di cui natura l’ha dotata, lo siam più noi, donne Siciliane, pei nobili esempi dell’Istoria nostra, rimembrando ed una Monna Nina del secolo XIII, e tant’altre del XV, ed una Colonna onore siciliano che ha accresciuto di un fiore il serto di gloria della nostra patria. È dovere dunque in quest’epoca di risorgimento dar tutta l’opera nostra, a far rivivere l’educazione e la istruzione del volgo per mezzo degli Asili Infantili".
Luigi Natoli: Donne e rivoluzioni. Raccolta di scritti sulle donne nelle rivoluzioni siciliane.
La raccolta, che mette al centro la figura della donna nel Risorgimento siciliano, comprende:
-) La conferenza "Donne e rivoluzioni" tenuta il 12 gennaio 1895 nella Reale Scuola Normale Superiore Femminile "Regina Margherita" in occasione dell'anniversario della rivoluzione del 12 gennaio 1848, pubblicata nello stesso anno con la Tipografia Barravecchia e Figlio di Palermo.
-) L'articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia il 4 luglio 1910 "L'eroina del 12 gennaio" su Santa Diliberto coniugata Miloro.
-) L'articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia il 19 agosto 1910 su "Le donne nella rivoluzione del 1860".
-) L'articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia il 26 agosto 1910 su Lucia Salvo, detta "Lucia la siracusana"
-) L'articolo pubblicato sul Giornale di Sicilia l'8 settembre 1910 su Peppa la barcellonese.
In appendice i testi integrali delle poesie citate da Luigi Natoli con una breve biografia delle poetesse Giuseppina Turrisi-Colonna, Lauretta Li Greci e Concettina Ramondetta Fileti e dal volume Strenna pel 12 gennaro 1849, sempre citato dall'autore, il testo Su gli asili infantili di Concetta Strina, dove è spiegato il nobile scopo della Legione delle Pie Sorelle.
Il libro è corredato da una piccola galleria fotografica.
Pagine 145 - Prezzo di copertina euro 15,00
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Il volume è disponibile:
-) dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it
-) su tutti gli store online.
-) In libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour).


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