Novembre comincia con una festa religiosa in onore di tutti i Santi. I Santi son molti, e non tutti si trovano segnati nel calendario; perché non bastano i giorni dell’anno per consacrarne uno a ogni Santo. Perciò la chiesa li onora tutti insieme il 1° di novembre.
Alla festa dei Santi succede una cerimonia malinconica: la commemorazione dei morti; ma pochi giorni dopo, sebbene l’aspetto della natura vada via via diventando più triste, segue una festa piena di allegria, che, si può dire, precorre le feste invernali.
È quella di San Martino.
A San Martino, dice il motto, ogni mosto è vino. Si beve il primo vino nuovo, e da ciò appunto nasce la festa, le cui origini sono antiche.
Ma la campagna, i giardini pubblici, i viali, che malinconia! Gli alberi non hanno più la loro bella chioma; salvo alcuni sempre verdi, gli altri sono ingialliti, e di giorno in giorno si vanno spogliando delle foglie. Un alito di vento basta per staccare una foglia, che lenta lenta cade per terra; e giù, ai piedi degli alberi, la terra è sparsa di foglie morte, che si mescolano col fango, e che gli spazzaturai raccolgono. Il cielo è di solito nuvoloso, e il sole pare abbia timore di mostrarsi; e quando si affaccia fra le nubi, è smorto smorto. Sulle montagne ondeggiano le nebbie; e tutte le cose hanno un colore grigiastro.
L’autunno fa presentire l’inverno.
Intanto l’agricoltore, che non ha riposo, ha già aperto i solchi; e ora, dal sacchetto del grano appeso al collo, prende manate di semente, che con un gesto largo spande nei solchi.
Poi vi ripassa l’aratro; la semente si copre di terra, e l’umidore la aiuta a cominciare l’opera sua misteriosa: il chicco s’ingrossa, si apre, germina. Così, mentre sopra la terra pare che tutto muoia, dentro la terra comincia una nuova vita.
È il nuovo pane che si prepara.
E, dopo la semina, viene la concimazione delle piante; la preparazione degli alveari; la raccolta delle ulive. Oh, non si finisce mai di lavorare!
In città si riprendono regolarmente le lezioni, essendo le scuole già aperte fin dal 1° ottobre: e bisogna trarre buon profitto da questo mese, perché in dicembre le vacanze di Natale interrompono gli studi.
Fa’ come il buon agricoltore: semina anche tu nella tua mente: quello che vi seminerai, frutterà domani, e sarà tutto a tuo vantaggio; perché ti si può togliere l’avere, ma non ti si potrà mai togliere quello che tu hai imparato.
Proverbi di novembre
S. Martino, fave e lino, – se non son nati son seminati.
A. S. Martinu lu cupigghiuni (l’alveare) è chinu.
Si aviti primintii li siminati.
unu ’ntra centu certu nni sgarrati:
ma siddu tardu li vuliti fari,
unu ’ntra centu si nni po’ nzirtari.
San Simuni, acqua pi li vadduni.
Pi Santa Catarina, pigghiati la coffa e va a simina.
Tutti i Santi, nivi pi li canti.
Luigi Natoli: Almanacco del fanciullo siciliano. Libro sussidiario di cultura regionale e nozioni varie.
Il volume è la fedele trascrizione dell'opera originale pubblicato dalle Industrie Siciliane Riunite nel 1925. Corredato dalle immagini dell'epoca.
La copertina di Niccolò Pizzorno riproduce quella originale.
Pagine 210. Prezzo di copertina € 19,00
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