lunedì 20 ottobre 2025

Luigi Natoli: La Zisa (25/02/1889). Fa parte di: Amore e morte. Storie e leggende volume 1

Quanti secoli sono occorsi, o bel castello regale, o “Glorioso” come suona il tuo nome, perché il vandalismo di un hidalgo atterrasse le sottili colonne che simili a steli sorreggevano il doppio arco delle finestre? e quanti perché la iscrizione araba che circondava come una fascia di merletto il fastigio delle alte mura, fosse interrotta da questi orribili merli, e sulla piattaforma costruita la loggetta rossa?
Chi distrusse la bigeminata finestra che chiusa da triplice arco, aprivasi in alto sull’arco della porta, per spalancarvi il barocco e pesante balcone del seicento?
Fu tolto il marmo e il musaico del vestibolo, e le pareti coperte da goffi stucchi più goffamente dipinti; fu imbiancato il soffitto a pigna che riluceva d’oro nella seconda aula del vestibolo; cancellata l’aquila regale che apriva le nereggianti ali fra i due mistici pavoni saettati dagli arcieri...
E su, nelle sale, dove si accedeva da due scale a chiocciola, il marmo delle pareti oggi è coperto da ignobile carta, il soffitto a pigna da volte dipinte da indotti artefici; il musaico dei pavimenti dai mattoni smaltati; murati i sacelli della grande sala, distrutto il grazioso portico dalle colonne di preziosissimo marmo...
Il buon frate bolognese Leandro Alberti, nel 1526, visitando l’antico palazzo prevedeva la prossima rovina, e nella sua Descrittione dell’Italia, affrettavasi a descriverlo minutamente, “acciocchè mancando tanta fabbrica, come minaccia per non esservi alcuno d’animo generoso che la conservi, almeno rimanga la memoria nella scrittura”.
La fabbrica non è interamente caduta, o buon frate, come quella di Menâni e quella di Favara; né in parte come quella della Cuba: i Sandoval hanno murato le finestre arabe, hanno aperto un balcone, hanno tramutata l’architettura interna... ma gran mercè loro, conservarono o ripararono le mura esterne. 
Ma la peschiera, la grande peschiera che si allargava innanzi al palazzo, come un gran lago, e nelle cui acque tranquille si rispecchiava l’alta mole di Guglielmo I, non è più; né meno le vestigia rimangono. 
Bella peschiera, ampia due mila e cinquecento piedi quadrati, circondata da mura artifiziosamente “reticulate”, nel cui mezzo, come isola natante, sorgeva una loggetta quadrata, sormontata da una cupola dorata e illuminata da due finestre; dal palazzo all’isola si stendeva un ponte, al quale, come a un molo, ancorava la barchetta dal padiglione di seta...


Luigi Natoli: Amore e morte. Storie e leggende volume 1.
L'opera è la fedele trascrizione di tutte le "Storie e leggende", molte delle quali mai più pubblicate, scritte dall'autore nell'apposita rubrica del Giornale di Sicilia, dal 12 febbraio al 31 dicembre 1889
Pagine 386 - Prezzo di copertina € 22,00
Copertina di Niccolò Pizzorno. 

Il volume è disponibile: 
Dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna gratuita a Palermo, consegna a mezzo raccomandata postale o corriere in tutta Italia)
Su Amazon Prime e tutti gli store online. 
In libreria presso: 
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