"I nostri romanzi sono una lettura eletta ed altamente appassionante, essi sono opera del grande WILLIAM GALT"
lunedì 22 novembre 2021
Luigi Natoli: Don Calcedonio e il pupo Fioravante. Tratto da: Fioravante e Rizzeri
mercoledì 17 novembre 2021
Luigi Natoli: Il bandito Gian Giorgio Lancia e la lettera che scrisse a don Galcerano Corbera. Tratto da: La dama tragica
Luigi Natoli: Geronimo Colloca, il re della Bocceria... Tratto da: La dama tragica.
Luigi Natoli: Quando Marcantonio Colonna vide per la prima volta donna Eufrosina... Tratto da: La dama tragica
mercoledì 10 novembre 2021
Luigi Natoli: L'osteria di Malpasso. Tratto da: Calvello il bastardo. Romanzo storico siciliano
Luigi Natoli: Calvello il bastardo. Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo di fine Settecento e inizi Ottocento, quando la Rivoluzione Francese porta in tutta Europa le prime idee di libertà dei popoli e nascono le prime Logge. Il protagonista Corrado Calvello è affiancato dal patriota e giureconsulto Francesco Paolo Di Blasi. L’opera è la trascrizione del romanzo originale pubblicato dalla casa editrice La Gutemberg nel 1913.
Luigi Natoli: Strade pericolose. Tratto da: Calvello il bastardo. Romanzo storico siciliano
Luigi Natoli: Calvello il bastardo. Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo di fine Settecento e inizi Ottocento, quando la Rivoluzione Francese porta in tutta Europa le prime idee di libertà dei popoli e nascono le prime Logge. Il protagonista Corrado Calvello è affiancato dal patriota e giureconsulto Francesco Paolo Di Blasi. L’opera è la trascrizione del romanzo originale pubblicato dalla casa editrice La Gutemberg nel 1913.
martedì 9 novembre 2021
Luigi Natoli: Audioracconto de "Il fantasma del web" : L'odio di Matteo Palizzi nei confronti del popolo palermitano. Tratto da: Il tesoro dei Ventimiglia
Grazie a "Il fantasma del web" per l'audioracconto tratto da Il tesoro dei Ventimiglia (Latini e Catalani vol. 2) nella parte di Matteo Palizzi che esprime tutto il suo odio nei confronti del popolo palermitano. Chi vuole ascoltare l'audioracconto completo:
mercoledì 3 novembre 2021
Luigi Natoli: Grande conversazione al palazzo Geraci. Tratto da: Ferrazzano. Romanzo storico siciliano
Luigi Natoli: Il giuoco della smorfia. Tratto da: Ferrazzano
martedì 26 ottobre 2021
Luigi Natoli: Il giuramento al romito Filippo Chiaramonte. Tratto da: Il Paggio della regina Bianca
Luigi Natoli: Il tesoro dei Chiaramonte e la contrada di Falsomiele. Tratto da: Il Paggio della regina Bianca
Luigi Natoli: Il segreto del romito. Tratto da: Il Paggio della regina Bianca
Il giovane non gli vide muover le labbra; la voce pareva uscisse dalle profondità della terra: era la voce di un altro mondo. Egli ubbidì con una specie di religiosa commozione.
Così, forse, nei tempi preistorici, gli uomini si chinavano sulle tombe per ascoltare le voci dei trapassati, ai quali chiedevano consigli, auguri, benedizioni.
Dopo un minuto di silenzio, il romito disse lentamente e quasi scandendo le parole:
- Figlio di Andrea Chiaramonte, t’ho aspettato lunghi anni… eccoti qui, dunque. Dio sia benedetto!... Siedi e ascolta.
Attonito, Giovannello ubbidì, e guardato ancora di più fissamente il vecchio, cedendo alla curiosità, gli domandò:
- Chi siete? padre, chi siete?
- Lo saprai…
Vi fu un istante di silenzio. Un non so che di religioso pesava nella grotta e sull’anima di Giovannello. Il romito parve raccogliersi; sulla sua fronte si vedeva l’ombra dei pensieri, come sul cielo le nubi. Egli cominciò con voce bassa, che pareva uscisse dall’invisibile:
- Tu eri ancora un fanciullo quando avvenne la catastrofe della tua casa… Forse non sarebbe avvenuta, e tu saresti il primo barone del regno, se Andrea avesse accettato le offerte del duca di Montblanc… Tu ignori che il padre del re desiderava destinarti marito della figlia di don Ferrante Lopes de Luna, una cugina del re… Andrea rifiutò per non imparentarsi con lo straniero… Dio gli perdoni!... Egli credette nella concordia dei baroni convenuti a Castronovo; credette che in tutti fosse vivo e potente il sentimento dell’indipendenza del regno… e i baroni lo tradirono… Forse tu sai quel che ne seguì: la guerra, le persecuzioni, il tradimento. Andrea si sottomise, ebbe fede nella lealtà del vecchio Martino, e il vecchio Martino finse di perdonargli e di accoglierlo, e lo gittò nelle mani del boia. C’era chi lo istigava… c’era chi voleva la rovina del conte…
- Chi, padre? – domandò fieramente Giovannello, che ascoltava con religioso raccoglimento.
- Messer Bernardo Cabrera…
- Ah!
I soldati che l’inseguivano si affacciarono con orrore sull’orlo della rupe, che cadeva a picco sul mare, e stettero lì vedendo le acque ancora frementi e rosseggianti, sulle quali poco dopo videro galleggiare il cavallo con le gambe spezzate…
- E il cavaliere?
- Lo credettero morto…
- E non lo era?...
- No: il cavallo lo salvò…















