venerdì 22 maggio 2026

Luigi Natoli: La sera calava fosca e il vento portava nella strada il puzzo della carne bruciata... Fra Diego La Matina. Romanzo storico siciliano.


Tra gli spettatori era frate Agostino. Egli insieme con un novizio aveva accompagnato il carro che trasportava i tre condannati; aveva scambiato uno sguardo con Giambattista Verron, che parve la conferma di una mutua promessa. Un senso di pace si diffuse sul volto del guantaio, che per tutto il tragitto aveva tenuto gli occhi levati al cielo, come per offrire il suo martirio. Da sé, senza tremare, senza impallidire offerse il collo al nodo omicida. La sua agonia fu breve. Frate Agostino che, in grazia dell’abito, s’era potuto avvicinare e non gli aveva tolto lo sguardo dal viso era stupito della mansuetudine del condannato. Egli aspettò che le fiamme lo avvolgessero, e allora se ne andò a capo basso, lentamente, col novizio che pareva vivamente colpito da quanto aveva veduto.
La sera calava un po’ fosca ed afosa, e il vento portava nella strada il puzzo confuso della legna e della carne bruciata. Nell’aria vibravano i rintocchi dell’Ave, oscillando nel vento e spegnendosi come gemiti. Frate Agostino risalì per la strada Toledo. Passando dinanzi alla piazza Marina diede una bieca occhiata alla massa torreggiante dello Steri, che nell’ombra appariva più cupa; e nella pupilla gli balenò un lampo d’odio. Per vie di traverso passando per la strada dei Merciai – oggi detta dei Cassari – e per l’Argenteria e pel Mercato della Bucceria vecchia, giunse al quartiere della Conceria, che era già buio.
La porta della chiesa di Santa Margherita era aperta e se ne vedeva l’altare maggiore illuminato: lo scampanellio della gloria e l’odore dell’incenso rivelavano che si dava la benedizione serale col Santissimo. Frate Agostino si avvicinò, si genuflesse dinanzi alla porta, si tolse la mozzetta che gli copriva il cranio raso, ed entrò nel momento in cui il cappellano, riposto l’ostensorio, recitava l’Oremus. Ma si rimise il cappuccio in testa.
Il frate aspettò che il cappellano entrasse in sagrestia. E ve lo seguì, ordinando al novizio di aspettarlo.
- Bacio le mani, padre don Angelo.
Il cappellano, che stava togliendosi la cotta, si voltò, squadrò il frate, e rispose con un lieve cenno del capo:
- Bacio le mani a vossignoria.
- Ho bisogno di parlarle, quando avrà finito...
- Subito...
Il sagrestano ripiegò accuratamente la cotta, ornata di un finissimo ricamo e la conservò nell’armadio, che nell’ombra, con lo sportello aperto, pareva volesse inghiottire il chierico in una profonda voragine. E s’indugiava egli, curioso di sentire ciò che quel frate così grande e robusto e così grave direbbe al cappellano. Ma il frate taceva e il cappellano aspettava.
- Quello che ho da dirle – riprese frate Agostino – è segreto...
Il cappellano allora fece un segno al sagrestano, che uscì di malavoglia.
- Ebbene, ora siamo soli...



In foto frate Gerlando, conosciuto come frate Agostino. Spettacolo teatrale del 7 giugno alle ore 21:00 di Fra Diego La Matina, con la compagnia Araldo del Vespro presso il Teatro don Bosco - Via Libertà 199 - Palermo. 
Testo e regia di Giuseppe Bongiorno.

Luigi Natoli: Fra Diego La Matina. Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo soggiogata dall'Inquisizione. L'opera è la fedele trascrizione del romanzo originale pubblicato in dispense dalla casa editrice La Gutemberg nel 1924.
Copertina di Niccolò Pizzorno. 
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it (consegna gratuita a Palermo, consegna a mezzo corriere o raccomandata postale in tutta Italia)
Disponibile su tutti gli store online. 
Disponibile su tutti gli store di vendita online e in libreria a Palermo presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour 133 e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Nike (Via Marchese Ugo), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele). 

Nessun commento:

Posta un commento