La comica se ne andò; il capocomico stette un po’ a guardare, poi con un brontolìo e un moto di spalle raggiunse gli altri comici, che già si erano raccolti in un canto del palcoscenico.
La comica si chiamava Floristella e, nelle parti che sosteneva, era l’ingenua; ella percorse il lungo corridoio che portava all’uscita, ma si fermò, e stette con le ciglia basse, dispettosa, pensosa. Era una giovane di circa sedici anni, non propriamente bella, ma avvenente, non aveva il naso greco, né le ciglia sottili, che anzi aveva le narici un po’ troppo grandi ed arcuate, l’arco delle sopracciglia un po’ spesso e gli zigomi un poco sporgenti; ma gli occhi erano maravigliosi, grandi, neri, eloquenti; il loro sguardo scendeva e sconvolgeva il cuore. La bocca era tumida e sensuale, e, aprendosi lasciava vedere una fila di perle. Nulla era paragonabile al suo sorriso, che le apriva sulle guancie due fossette deliziose, che inducevano gli altri ad aprire l’animo alla gioia e a scacciare le malinconie.
Floristella si appoggiò alla parete; era forse pentita di essersi allontanata, ma non si risolveva a tornare indietro. Era di indole puntigliosa, ma si pentiva subito delle sue risoluzioni. Ora guardava dal corridoio buio il quadrato luminoso dell’uscita, come aspettando qualcuno, che venisse dalla piazza aperta dinanzi al teatro. Domandavano a lei di chi fosse figlia, e la piccola si stringeva a Ferrazzano con affetto filiale. Così vissero; Ferrazzano tacendo rigorosamente quanto si riferiva alla origine di Floristella, Floristella credendosi realmente figliuola di Ferrazzano. A otto anni ella calcò per la prima volta le tavole del palcoscenico: fu un prodigio. Si trattava di una particina di fanciulletta, e Floristella la sostenne con tanta padronanza di scena e disinvoltura di linguaggio, che alla fine riscosse interminabili ed entusiastici applausi del pubblico e degli attori. Ferrazzano, che di mala voglia aveva acconsentito a far recitare la sua pupilla, chè non voleva assolutamente che si desse al teatro, dovette chinare il capo innanzi alla febbre che si impossessò di Floristella. Così divenne attrice, e da un anno faceva le parti di ingenua con la nuova compagnia messa su dal Minniti. Intanto ella aveva con Ferrazzano girato un po’ per l’Isola, dove c’era una festa religiosa e un magazzino disposto a mutarsi in teatro.
Quel giorno ella se ne stava quasi dinanzi la porta, e pareva che aspettasse qualcuno. Pensieri torbidi le offuscavano la mente; si vedeva dal corrugare degli occhi che pareva non avessero requie. A un tratto rialzò il capo; aveva visto venire nel quadrato di luce la figura di Ferrazzano.
In foto Floristella, interpretata da Alessia Greco nello spettacolo teatrale del 13 settembre alle ore 21:00 di Ferrazzano, con la compagnia Araldo del Vespro presso il Teatro don Bosco - Via Libertà 199 - Palermo.
Testo e regia di Giuseppe Bongiorno.
Per info e acquisto biglietti: araldodelvespro@gmail.com - cell. 3892996221
Luigi Natoli: Ferrazzano. Romanzo storico siciliano ambientato nella Palermo del '700. L'opera è la fedele trascrizione del romanzo originale pubblicato a puntate in appendice al Giornale di Sicilia dal 30 ottobre 1932.
Copertina di Niccolò Pizzorno.
Prezzo di copertina € 19,00
Disponibile dal catalogo prodotti della casa editrice al sito www.ibuonicuginieditori.it, su tutti gli store online (Amazon Prime, Feltrinelli, Ibs) e in libreria presso: La Feltrinelli libri e musica (Via Cavour e punto vendita Centro Commerciale Conca d'Oro), Libreria Zacco (Corso Vittorio Emanuele 423), Libreria Modusvivendi (Via Quintino Sella 79), Libreria Nike (Via M.se Ugo 56), Libreria La Vardera (Via N. Turrisi 15), La Nuova Bancarella (Via Cavour) Spazio Cultura libreria Macaione (Via M.se di Villabianca 102)

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